Gianpiero D'Alia

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Le Regioni speciali nel nuovo Senato

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Mi spiace spegnere i clamori de il Fatto Quotidiano ma nel nuovo Senato le Regioni a Statuto Speciale saranno rappresentate al pari delle altre con sindaci e consiglieri regionali.

Come é noto la riforma non si applica alle Regioni a Statuto Speciale per le principali modifiche al Titolo V parte seconda della Costituzione, contenute nel capo IV della riforma: risultano invece applicabili anche alle Regioni speciali le modifiche previste dalle disposizioni consequenziali e di coordinamento dell’ articolo 38 contenute nel capo VI della riforma. Tra queste c’é anche la modifica dell’ articolo 122, che sopprime l’incompatibilità tra le cariche di consigliere regionale e senatore, superando le previsioni degli Statuti speciali.

La conferma arriva indirettamente in un’ altra disposizione prevista dal comma 13 dell’ articolo 39, in base alla quale ‘resta ferma la disciplina vigente prevista dai medesimi statuti’ ‘ e dalle relative norme di attuazione ai fini di quanto previsto dall’ articolo 120 della Costituzione’: dove il testo di riforma ha voluto comunque mantenere ferma la disciplina degli Statuti speciali rispetto alle modifiche dell’ articolo 38 lo ha dunque previsto espressamente. 

Il presunto cortocircuito istituzionale con Regioni Speciali fuori dal Parlamento che qualcuno continua ad agitare non trova fondamento in una riforma che invece valorizza l’Autonomia speciale, determinando allo stesso tempole condizioni per ripensare gli Statuti rendendoli funzionali e adeguati ai cambiamenti in corso nel Paese.


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Riforma costituzionale, il parere della bicamerale per le questioni regionali

Schermata-10-2456579-alle-09.47.25-211x300La Commissione parlamentare per le questioni regionali, esaminato il disegno di legge costituzionale del Governo S. 1429-B, recante “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione”, limitatamente alle modificazioni ad esso apportate dalla Camera dei deputati;

ricordato che la Commissione si è già espressa sul testo del disegno di legge in oggetto in occasione del suo esame in prima deliberazione presso il Senato della Repubblica e, indi, presso la Camera dei deputati;

richiamati pertanto i pareri espressi dalla Commissione, rispettivamente, in data 11 giugno 2014 e in data 11 dicembre 2014;

ribadito, come già osservato in tali occasioni, che la trasformazione del Senato della Repubblica in una Camera rappresentativa delle istituzioni territoriali, ai sensi del nuovo articolo 55, quinto comma, costituisce un passaggio fondamentale della riforma ed è essenziale per assicurare un equilibrato rapporto di cooperazione tra lo Stato e le Regioni nella cornice di uno Stato regionale compiuto; Continua a leggere