Gianpiero D'Alia

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D’Alia: «Cambiare assessore non è sufficiente occorre inserire Ncd»

Schermata-08-2456516-alle-12.14.16-173x300Pubblichiamo l’intervista di Lillo Miceli a Gianpiero D’Alia per ill quotidiano La Sicilia. 

PALERMO. «Siamo ad uno snodo delicatissimo e complicatissimo da cui dipende il futuro del governo e della maggioranza». Ma per il presidente nazionale dell’Udc, Gianpiero D’Alia, la Regione può tirarsi fuori dal pantano, «se si riuscirà a creare una sinergia tra il Piano per il Mezzogiorno che il governo Renzi sta elaborando ed in cui la Sicilia dovrebbe avere un ruolo da protagonista; ad utilizzare i fondi della programmazione europea, 2014-2020, per attrarre investimenti; e a fare le necessarie riforme con la legge di stabilità».  Continua a leggere


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D’Alia: «Regionali, serve una vera riforma solo l’efficienza ci farà svoltare»

imagesPubblichiamo l’intervista di Riccardo Vescovo a Gianpiero D’Alia per il Giornale di Sicilia.

«A settembre prima della legge di stabilità bisognerà affrontare la riforma della pubblica amministrazione. I dipendenti vanno trasferiti dove è più utile alla Regione. Per sostenere il percorso delle riforme possiamo pensare anche a ritocchi in giunta e alla collaborazione attiva del Nuovo Centrodestra». Lo afferma Gianpiero D’Alia, presidente nazionale dell’Udc ed ex ministro della Pubblica amministrazione.

··· L’ennesimo atto di interpello che rischia di andare a vuoto ha riaperto la questione della burocrazia regionale ingessata. Qual è la sua posizione?

«Credo che il prossimo appuntamento di settembre su cui concentrare l’attenzione sia la riforma della pubblica amministrazione. Abbiamo una grande opportunità per portare avanti questa operazione di cambiamento del sistema ed è soprattutto l’approvazione in via definitiva della riforma Madia che riscrive sostanzialmente il rapporto di lavoro dei dirigenti e introduce norme che rendono più efficiente il procedimento amministrativo, consentendo inoltre una progressiva riduzione delle società partecipate. La semplificazione amministrativa passa anche dal trasferimento delle funzioni ai liberi consorzi». Continua a leggere


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Riforma costituzionale, il parere della bicamerale per le questioni regionali

Schermata-10-2456579-alle-09.47.25-211x300La Commissione parlamentare per le questioni regionali, esaminato il disegno di legge costituzionale del Governo S. 1429-B, recante “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione”, limitatamente alle modificazioni ad esso apportate dalla Camera dei deputati;

ricordato che la Commissione si è già espressa sul testo del disegno di legge in oggetto in occasione del suo esame in prima deliberazione presso il Senato della Repubblica e, indi, presso la Camera dei deputati;

richiamati pertanto i pareri espressi dalla Commissione, rispettivamente, in data 11 giugno 2014 e in data 11 dicembre 2014;

ribadito, come già osservato in tali occasioni, che la trasformazione del Senato della Repubblica in una Camera rappresentativa delle istituzioni territoriali, ai sensi del nuovo articolo 55, quinto comma, costituisce un passaggio fondamentale della riforma ed è essenziale per assicurare un equilibrato rapporto di cooperazione tra lo Stato e le Regioni nella cornice di uno Stato regionale compiuto; Continua a leggere


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D’Alia: “Entro un mese riforma ex Province o rischio licenziamenti e perdita di fondi UE”

Schermata-08-2456516-alle-12.14.16-173x300L’intervista di Lillo Miceli a Gianpiero D’Alia pubblicata oggi su La Sicilia.

PALERMO. «L’Ars, il governo e la maggioranza che lo sostiene, non possono più perdere tempo: se entro un mese non viene approvato il disegno di legge sull’istituzione dei Liberi consorzi di Comuni e le Città metropolitane, per circa 4mila dipendenti delle ex Province il rischio di essere messi in mobilità diventerebbe una certezza». A lanciare l’allarme è il presidente nazionale dell’Udc, Gianpiero D’Alia, che da ex ministro della Funzione pubblica non nasconde le difficoltà che potrebbe incontare il processo di stabilizzazione dei precari degli enti locali. Continua a leggere


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D’Alia a Forza Italia: «Serve un accordo elettorale per le riforme»

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L’intervista di Giacinto Pipitone a Gianpiero D’Alia pubblicata su il Giornale di Sicilia.

Propone alle forze del centrodestra un patto per approvare le riforme istituzionali in Sicilia e anticipa che Udc e Ncd stanno per dare vita a un nuovo partito insieme. Gianpiero D’ Alia, leader dell’ Udc, prova ad imprimere un’ accelerazione all’ agenda politica a due settimane della nascita del nuovo governo.

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D’Alia a Crocetta: “basta liti, facciamo le riforme”

Il Presidente D’Alia intervistato da Riccardo Vescovo. Ecco il testo dell’intervista pubblicato sul Giornale di Sicilia di oggi. 

 

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L’ INTERVISTA. Il presidente dell’ Udc: «Si passi dalla maggioranza numerica a quella politica per realizzare il programma, altrimenti si ripeteranno gli errori del passato»

 

D’ ALIA A CROCETTA: «BASTA LITI, FACCIAMOLE RIFORME»

«La strada della moralizzazione deve proseguire e in questo Crocetta avrà il nostro sostegno incondizionato. Ma adesso bisogna introdurre politiche per la crescita e lo sviluppo.
Pretendiamo che venga rispettato il patto politico della maggioranza»: è il messaggio che Gianpiero D’ Alia, presidente nazionale dell’ Udc, lancia al presidente della Regione, Rosario Crocetta, dopo il duro scontro andato in scena nei giorni scorsi.

Proviamo a spiegare il perché della lite: cosa è successo?
«Intanto chiariamo che non c’ è nulla di personale. Massimo rispetto e comprensione del ruolo che Crocetta esercita. Il problema è nato perchè ci sono alcune questioni politiche che la legge finanziaria non affronta: non ci sono norme che si occupano di imprese e disoccupati.
Dando per scontato che la manovra pietosa va lasciata alle spalle, abbiamo una serie di appuntamenti seri che rischiano di diventare l’ ennesima occasione mancata per la Sicilia e di aggravare ancora di più la situazione economica e sociale».

Il presidente ha chiesto all’ Udc di uscire dalla maggioranza se non accetta la situazione. Qual è la vostra risposta?
«Quale maggioranza? Io vedo un magma indistinto che sembra una via di mezzo tra un suk ed una casa d’ appuntamenti. Già l’ ultima finanziaria è stata votata con l’ accordo più o meno tacito di buona parte dell’ opposizione. Oggi bisogna passare dalla maggioranza numerica a quella politica per varare le riforme, altrimenti si ripeteranno gli stessi errori del passato. Crocetta può scegliere due strade: o fare accordi con i partiti per realizzare il programma, o continuare a fare accordi con i singoli parlamentari sperando nella solita transumanza dall’ opposizione. Ma questa è la strada già percorsa da Lombardo e che ha portato allo sfacelo completo della Sicilia, perché in questo modo ogni legge diventa un assalto alla diligenza. Solo grazie al lavoro del presidente Ardizzone sono stati limitati i danni».

A questo punto qual è la vostra proposta?
«Il punto è: facciamo le cose per le quali siamo stati eletti, insieme. Dobbiamo sederci attorno a un tavolo e stabilire un cronoprogramma delle cose da realizzare, partendo da alcune priorità. Intanto sui fondi strutturali 2014-2020 serve una cabina di regia per programmare le risorse dre nandole in due, tre settori con investimenti produttivi e fornendo ai Comuni il supporto tecnico nella progettazione. Quindi dobbiamo usare la legge sulle province per una grande riforma amministrativa, trasferendo funzioni regionali ai liberi consorzi. Sono temi che fanno parte del patto politico che abbiamo sottoscritto e rinnovato con la formazione del nuovo governo e pretendiamo che venga rispettato. Ci auguriamo che anche il Pd faccia le cose che ha approvato nella direzione regionale. Questo è il momento della chiarezza: bisogna rispettare il patto con gli elettori e con le forze politiche, in caso contrario non permetteremo nessun ribaltone tanto caro ai professionisti del salto della quaglia ma ci saranno elezioni anticipate come in una democrazia normale». (*rive*)