Gianpiero D'Alia

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D’Alia: adeguare stipendi del personale è indispensabile ma servono pure piani per la crescita

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Pubblichiamo l’intervista di Riccardo Vescovo a Gianpiero D’Alia pubblicata oggi sul Giornale di Sicilia.

“Approvare subito il taglio dei distacchi e dei permessi sindacali e le norme per adeguare pensioni e stipendi dei regionali agli statali. Sono proposte fortemente volute dall’Udc. Se non saranno prese in considerazione faremo le nostre valutazioni e ne trarremo le conseguenze”: così Gianpiero D’Alia, leader dell’Udc in Sicilia, commenta la finanziaria pronta ad arrivare all’Ars.

Quali sono le priorità di questa finanziaria?  “Il tema è quello di avviare un percorso stabile e duraturo di riforma economica e finanziaria. Voglio dire che non basta una sola legge di stabilità a risolvere il problema della crisi finanziaria della Regione. Serve un piano di rientro e di risanamento che deve essere di lungo periodo e deve riguardare sia la Regione sia la condizione dei Comuni siciliani che versano in uno stato di dissesto quasi strutturale. Quindi la legge servirà a iniziare un percorso e dovrà essere accompagnata da un piano del governo che indicherà nei prossimi cinque anni come si risanerà il bilancio e come sostenere la crescita e lo sviluppo. Pensare di risolvere tutto con questa finanziaria significa stuzzicare il populismo. Questa legge non sia uno specchietto per le allodole”. Continua a leggere


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D’Alia: “Statuti speciali vecchi di 60 anni, vanno rivisti”

Schermata-10-2456579-alle-09.47.25-211x300L’intervista di Giacinto Pipitone a Gianpiero D’Alia pubblicata oggi sul Giornale di Sicilia.

Gianpiero D’Alia è il nuovo presidente della commissione bicamerale per le Questioni regionali. L’ ex ministro per la Funzione pubblica, oggi leader dell’Udc, è stato eletto ieri alla guida dell’ organismo che, tra l’altro, è chiamato a fornire il proprio parere nelle ipotesi di scioglimento dei consigli regionali. Arriva alla guida della commissione bicamerale proprio nel momento in cui il ruolo delle Regioni è messo in discussione da vari progetti di riforma. «La commissione è importante proprio perchè svolge un ruolo di raccordo fra le iniziative dello Stato e le Regioni, ancora di più in questo momento in cui si stanno riscrivendo i rapporti fra Roma e le Autonomie locali. È la fase in cui si stanno disciplinando i rapporti finanziari fra lo Stato e le Regioni, in particolare quelle a Statuto speciale».

Che futuro vede per l’ Autonomia della Sicilia, da più parti messa in discussione?

«In linea generale è opportuna una revisione degli Statuti speciali, tutti approvati nella prima metà del secolo scorso. Vanno adeguati alle mutate esigenze. Per la Sicilia va prima di tutto verificata la reale attuazione delle norme statutarie, a cominciare da quelle che disciplinano i rapporti finanziari con lo Stato. In questo senso la commissione che presiedo ha anche un ruolo di stimolo nei confronti del governo».

La Sicilia vive il momento mia, Alessandro Baccei, sta proponendo un piano di riforme di cui non ha fornito dettagli ma solo indiscrezioni su tagli al settore pubblico regionale. La giunta appare spaccata. L’ Udc lo sosterrà?

«La linea di Baccei è giusta. È un percorso di risanamento che apre prospettive per discutere poi con lo Stato dell’ autonomia finanziaria della Regione e di nuove risorse per promuovere la crescita economica. Ma attenzione, le risorse che chiederemo a Roma devono essere destinate allo sviluppo. Se le disperderemo nei mille rivoli della spesa corrente regionale, resteremo in crisi».

Secondo lei ci sono le condizioni politiche per approvare una Finanziaria di grande impatto come quella che il renziano Baccei starebbe preparando?

«Baccei dice cose che l’ Udc dice da tempo, anche da prima che Crocetta venisse eletto. Io mi auguro che si vada avanti in questa direzione, in modo che in un triennio possiamo ripartire. Altrimenti si continuerà a vivacchiare.  O nel governo capiscono queste cose o non ci sono alternative al baratro. Intraprendere questo percorso conviene a tutti, pur senza dimenticare il necessario confronto. Si tratta di misure di grande impatto sociale, il compito della politica è renderle il più possibile indolore».

Lei crede all’ ipotesi del commissariamento in caso di una Finanziaria-flop ad aprile o allo scenario che vorrebbe l’ ala renziana del Pd impegnata nel far cadere Crocetta per arrivare alle elezioni anticipate?

«Quella del commissariamento è una ipotesi che mi suscita grandi perplessità sotto il profilo politico e giuridico. Non mi sembra che siano temi all’ordine del giorno».

capiscono queste cose o non ci sono alternative al baratro. Intraprendere questo percorso conviene a tutti, pur senza dimenticare il necessario confronto. Si tratta di misure di grande impatto sociale, il compito della politica è renderle il più possibile indolore». Lei crede all’ ipotesi del commissariamento in caso di una Finanziaria -flop ad aprile o allo scenario che vorrebbe l’ ala renziana del Pd impegnata nel far cadere Crocetta per arrivare alle elezioni anticipate? «Quella del commissariamento è una ipotesi che mi suscita grandi perplessità sotto il profilo politico e giuridico. Non mi sembra che siano temi all’ ordine del giorno».


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D’ Alia: dopo il click day Crocetta faccia pulizia e il Pd promuova una riunione di maggioranza

Schermata-08-2456516-alle-12.14.16-173x300L’intervista di Lillo Miceli a Gianpiero D’Alia pubblicata oggi su La Sicilia 

PALERMO. Per il presidente nazionale dell’ Udc, Gianpiero D’Alia, alla ripresa dell’ attività politica, il Pd deve promuovere una riunione della maggioranza che sostiene il governo Crocetta, per stabilire come affrontare i gravi problemi politici che sono all’ orizzonte. Ed anche per evitare che si ripetano figuracce come quelle del “click day”.

On. D’ Alia, le colpe sono proprio tutte del presidente della Regione, Crocetta, o anche dei partiti che lo sostengono?

“Se non si fa nulla e ci si balocca a dare la caccia ai singoli deputati; se non si definisce un preciso programma d’ interventi, inciampi come quello sul Piano giovani, che non è stato il primo, si ripeteranno. Dirigenti generali, nominati in clima di spoilsystem, privi di professionalità, finiscono per sostituirsi agli assessori. Ma la mia più grande preoccupazione è un’ altra”.

Quale?

“Sono preoccupato per la legge di stabilità che la giunta dovrà varare entro il mese di ottobre. In Sicilia siamo messi peggio che in Italia. Al di là dei complotti, gli articoli dell’ assestamento di bilancio, impugnati dal Commissario dello Stato, provocavano spesa e non avevano copertura finanziaria certa. Saremo sottoposti all’ obbligo di una spendingreview mai fatta negli anni precedenti. Le previsioni del governo nazionale parlano di tagli per circa 30 miliardi di euro nel biennio 2015-2006. Tagli a cui la Sicilia sarà chiamata a contribuire, specialmente dopo l’ accordo sottoscritto dal presidente della Regione e dal ministro Padoan, con cui la Regione si è impegnata a recepire tutte le misure di contenimento dopo avere rinunciato a litigare con lo Stato davanti alla Corte Costituzionale”.

Secondo lei, ha fatto bene Crocetta a firmare l’ accordo con cui ha rinunciato al contenzioso di circa 4 miliardi di euro con lo Stato?

“Il presidente della Regione, di fronte al dilemma: bere o affogare, ha fatto la scelta più sensata. Bisogna dare un colpo di scure alle spese inutili. Con quale coalizione di maggioranza si farà tutto ciò? “.

Il flop del Piano giovani è emblematico.

“Per gestire il meccanismo sono state incaricate società incapaci di fare il proprio lavoro. Il risultato? Centomila giovani incavolati. Poi, sono state introdotte nuove regole, ma sconosciute agli assessori competenti. C’ è uno scollamento tra l’ indirizzo politico e la burocrazia. Se qualcuno vuole continuare a fare finta che non accada nulla…”.

Chi dovrà fare la prima mossa?

“Il Pd deve farsi carico di una riunione di maggioranza per capire cosa fare nei prossimi mesi. Per esempio, come utilizzare i fondi strutturali? Renzi, a Gela e Termini Imerese, ha detto la Sicilia sulle risorse Ue si deve dare una mossa. L’ Unione europea, a sua volta, ha criticato la proposta di accordo di programma quadro dello Stato, chiedendo di concentrare le risorse su grandi progetti. Se l’ Ue critica lo Stato, figuriamoci la Regione. Se avessimo una cabina di regia e una legislazione regionale speciale, potremmo spendere bene i nostri fondi, a cominciare dalla banda larga e sulla piattaforma digitale. Chiediamo percorsi chiari e netti”.

Ma il confronto è da mesi bloccato dal braccio di ferro tra Crocetta e il Pd sul rimpasto di giunta.

“Se il Pd ha bisogno di cambiare qualche assessore, lo faccia. Come Udc chiediamo che gli assessori non devono essere improvvisati. Il nostro segretario regionale, Pistorio, ha convocato per settembre il comitato regionale che insieme con il gruppo parlamentare all’ Ars dovrà affrontare temi scottanti, come la legge di stabilità, la spesa dei fondi Ue e la costituzione dei Liberi consorzi comunali e le Città metropolitane. C’ è bisogno di un confronto aperto, anche ripensare le regole per favorire l’ offerta e la domanda di lavoro”.

Vuole lanciare un messaggio a Crocetta?

“Se potessi dare un consiglio a Crocetta, ma so che ne fa volentieri a meno, gli direi che essendo la cosa in cui ha brillato di più è stata quello di tagliateste, di fare una grossa pulizia di tutti coloro che sono i responsabili di questa penosa situazione. Altrimenti, rischia di non avere più alcuna credibilità”.