Gianpiero D'Alia

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Le Regioni speciali nel nuovo Senato

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Mi spiace spegnere i clamori de il Fatto Quotidiano ma nel nuovo Senato le Regioni a Statuto Speciale saranno rappresentate al pari delle altre con sindaci e consiglieri regionali.

Come é noto la riforma non si applica alle Regioni a Statuto Speciale per le principali modifiche al Titolo V parte seconda della Costituzione, contenute nel capo IV della riforma: risultano invece applicabili anche alle Regioni speciali le modifiche previste dalle disposizioni consequenziali e di coordinamento dell’ articolo 38 contenute nel capo VI della riforma. Tra queste c’é anche la modifica dell’ articolo 122, che sopprime l’incompatibilità tra le cariche di consigliere regionale e senatore, superando le previsioni degli Statuti speciali.

La conferma arriva indirettamente in un’ altra disposizione prevista dal comma 13 dell’ articolo 39, in base alla quale ‘resta ferma la disciplina vigente prevista dai medesimi statuti’ ‘ e dalle relative norme di attuazione ai fini di quanto previsto dall’ articolo 120 della Costituzione’: dove il testo di riforma ha voluto comunque mantenere ferma la disciplina degli Statuti speciali rispetto alle modifiche dell’ articolo 38 lo ha dunque previsto espressamente. 

Il presunto cortocircuito istituzionale con Regioni Speciali fuori dal Parlamento che qualcuno continua ad agitare non trova fondamento in una riforma che invece valorizza l’Autonomia speciale, determinando allo stesso tempole condizioni per ripensare gli Statuti rendendoli funzionali e adeguati ai cambiamenti in corso nel Paese.


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D’Alia: “Il sì al referendum servirà anche a rendere il paese più efficiente”

Schermata 2016-03-12 alle 10.16.31Il testo dell’intervista a Gianpiero D’Alia pubblicata oggi sul Giornale di Sicilia

Un ottimo motivo per votare sì al referendum costituzionale sta nella riforma del rapporto tra Stato ed enti locali, che potrà riportare l’efficienza in Italia correggendo le distorsioni degli ultimi anni». È una delle ragioni sottolineata con forza da Gianpiero D’Alia, presidente dell’Udc e della Commissione bicamerale per le questioni regionali, tra i promotori dell’iniziativa «Centristi per il sì» domani a Roma.

Domani vi trovate al Teatro Quirino a Roma per sostenere il sì al referendum costituzionale. Perché questa iniziativa pubblica?

«L’iniziativa non nasce da una inerziale lealtà al governo ma dal fatto che abbiamo sempre sostenuto la necessità delle riforme. Noi che veniamo del centrismo degasperiano abbiamo il dovere di animare la discussione pubblica su sostanza e forma democratica. Stiamo attraversando una crisi profonda simile a quella del dopoguerra, è giusto che se si vuole rigenerare la nostra democrazia si riparta dal dibattito con i cittadini. Cosa che grazie all’impegno di Pier Ferdinando Casini e di tutti noi faremo non solo a Roma ma poi anche a Catania, Napoli, Bologna e Milano.

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