Gianpiero D'Alia

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D’Alia: «Nella coalizione non c`è spazio per chi vuole poltrone e clientele»

d'alia smart bolognaL’intervista di Riccardo Vescovo a Gianpiero D’Alia pubblicata oggi su Il Giornale di Sicilia.

«E’ finito il tempo in cui prima venivano gli interessi di bottega di questo o quel singolo partitino. Vogliamo affrancare la Regione da chi pensa che si possa ancora alimentare spesa improduttiva e clientele. Questa maggioranza si basa sulle cose da fare e non sulle poltrone: chi non ci sta è fuori». Lo afferma il deputato nazionale Gianpiero D’Alia, presidente nazionale dell’Udc. Nei giorni scorsi il presidente della Regione, Rosario Crocetta aveva lanciato l’allarme sul rischio che parlamentari «impresentabili» potessero transitare in maggioranza e condizionarla.

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«Stefano esempio di buon governo col Pd nessun rapporto privilegiato»

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L’intervista a Gianpiero D’Alia pubblicata oggi su il Mattino. 

Paolo Mainiero

Gianpiero D’ Alia, presidente nazionale dell’ Udc, indica la strada della continuità. Alle prossime regionali, è il suo pensiero, la precedenza va data all’ alleanza con Caldoro nel segno del «buon governo di questi anni».

Il sostegno al governatore uscente non è in discussione?
«Le vicende campane sono di competenza degli organismi regionali. Detto questo, ci sono almeno tre elementi di riflessione». Continua a leggere


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D’Alia: necessarie misure impopolari per affrontare l’ emergenza finanziaria

1giampierL’intervista di Lillo Miceli a Gianpiero D’Alia pubblicata su La Sicilia di oggi. 

PALERMO. «Adottare anche misure impopolari per affrontare l’ emergenza finanziaria della Regione». Per Gianpiero D’ Alia, presidente nazionale dell’ Udc, non c’ è tempo da perdere. «Nessuna delle forze politiche presenti all’ Ars, tranne i grillini, può chiamarsi fuori, essendo state tutte al governo negli ultimi vent’ anni. Bisogna mettere tutti di fronte alle proprie responsabilità». Continua a leggere


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D’ Alia: dopo il click day Crocetta faccia pulizia e il Pd promuova una riunione di maggioranza

Schermata-08-2456516-alle-12.14.16-173x300L’intervista di Lillo Miceli a Gianpiero D’Alia pubblicata oggi su La Sicilia 

PALERMO. Per il presidente nazionale dell’ Udc, Gianpiero D’Alia, alla ripresa dell’ attività politica, il Pd deve promuovere una riunione della maggioranza che sostiene il governo Crocetta, per stabilire come affrontare i gravi problemi politici che sono all’ orizzonte. Ed anche per evitare che si ripetano figuracce come quelle del “click day”.

On. D’ Alia, le colpe sono proprio tutte del presidente della Regione, Crocetta, o anche dei partiti che lo sostengono?

“Se non si fa nulla e ci si balocca a dare la caccia ai singoli deputati; se non si definisce un preciso programma d’ interventi, inciampi come quello sul Piano giovani, che non è stato il primo, si ripeteranno. Dirigenti generali, nominati in clima di spoilsystem, privi di professionalità, finiscono per sostituirsi agli assessori. Ma la mia più grande preoccupazione è un’ altra”.

Quale?

“Sono preoccupato per la legge di stabilità che la giunta dovrà varare entro il mese di ottobre. In Sicilia siamo messi peggio che in Italia. Al di là dei complotti, gli articoli dell’ assestamento di bilancio, impugnati dal Commissario dello Stato, provocavano spesa e non avevano copertura finanziaria certa. Saremo sottoposti all’ obbligo di una spendingreview mai fatta negli anni precedenti. Le previsioni del governo nazionale parlano di tagli per circa 30 miliardi di euro nel biennio 2015-2006. Tagli a cui la Sicilia sarà chiamata a contribuire, specialmente dopo l’ accordo sottoscritto dal presidente della Regione e dal ministro Padoan, con cui la Regione si è impegnata a recepire tutte le misure di contenimento dopo avere rinunciato a litigare con lo Stato davanti alla Corte Costituzionale”.

Secondo lei, ha fatto bene Crocetta a firmare l’ accordo con cui ha rinunciato al contenzioso di circa 4 miliardi di euro con lo Stato?

“Il presidente della Regione, di fronte al dilemma: bere o affogare, ha fatto la scelta più sensata. Bisogna dare un colpo di scure alle spese inutili. Con quale coalizione di maggioranza si farà tutto ciò? “.

Il flop del Piano giovani è emblematico.

“Per gestire il meccanismo sono state incaricate società incapaci di fare il proprio lavoro. Il risultato? Centomila giovani incavolati. Poi, sono state introdotte nuove regole, ma sconosciute agli assessori competenti. C’ è uno scollamento tra l’ indirizzo politico e la burocrazia. Se qualcuno vuole continuare a fare finta che non accada nulla…”.

Chi dovrà fare la prima mossa?

“Il Pd deve farsi carico di una riunione di maggioranza per capire cosa fare nei prossimi mesi. Per esempio, come utilizzare i fondi strutturali? Renzi, a Gela e Termini Imerese, ha detto la Sicilia sulle risorse Ue si deve dare una mossa. L’ Unione europea, a sua volta, ha criticato la proposta di accordo di programma quadro dello Stato, chiedendo di concentrare le risorse su grandi progetti. Se l’ Ue critica lo Stato, figuriamoci la Regione. Se avessimo una cabina di regia e una legislazione regionale speciale, potremmo spendere bene i nostri fondi, a cominciare dalla banda larga e sulla piattaforma digitale. Chiediamo percorsi chiari e netti”.

Ma il confronto è da mesi bloccato dal braccio di ferro tra Crocetta e il Pd sul rimpasto di giunta.

“Se il Pd ha bisogno di cambiare qualche assessore, lo faccia. Come Udc chiediamo che gli assessori non devono essere improvvisati. Il nostro segretario regionale, Pistorio, ha convocato per settembre il comitato regionale che insieme con il gruppo parlamentare all’ Ars dovrà affrontare temi scottanti, come la legge di stabilità, la spesa dei fondi Ue e la costituzione dei Liberi consorzi comunali e le Città metropolitane. C’ è bisogno di un confronto aperto, anche ripensare le regole per favorire l’ offerta e la domanda di lavoro”.

Vuole lanciare un messaggio a Crocetta?

“Se potessi dare un consiglio a Crocetta, ma so che ne fa volentieri a meno, gli direi che essendo la cosa in cui ha brillato di più è stata quello di tagliateste, di fare una grossa pulizia di tutti coloro che sono i responsabili di questa penosa situazione. Altrimenti, rischia di non avere più alcuna credibilità”.


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D’Alia a Crocetta: “basta liti, facciamo le riforme”

Il Presidente D’Alia intervistato da Riccardo Vescovo. Ecco il testo dell’intervista pubblicato sul Giornale di Sicilia di oggi. 

 

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L’ INTERVISTA. Il presidente dell’ Udc: «Si passi dalla maggioranza numerica a quella politica per realizzare il programma, altrimenti si ripeteranno gli errori del passato»

 

D’ ALIA A CROCETTA: «BASTA LITI, FACCIAMOLE RIFORME»

«La strada della moralizzazione deve proseguire e in questo Crocetta avrà il nostro sostegno incondizionato. Ma adesso bisogna introdurre politiche per la crescita e lo sviluppo.
Pretendiamo che venga rispettato il patto politico della maggioranza»: è il messaggio che Gianpiero D’ Alia, presidente nazionale dell’ Udc, lancia al presidente della Regione, Rosario Crocetta, dopo il duro scontro andato in scena nei giorni scorsi.

Proviamo a spiegare il perché della lite: cosa è successo?
«Intanto chiariamo che non c’ è nulla di personale. Massimo rispetto e comprensione del ruolo che Crocetta esercita. Il problema è nato perchè ci sono alcune questioni politiche che la legge finanziaria non affronta: non ci sono norme che si occupano di imprese e disoccupati.
Dando per scontato che la manovra pietosa va lasciata alle spalle, abbiamo una serie di appuntamenti seri che rischiano di diventare l’ ennesima occasione mancata per la Sicilia e di aggravare ancora di più la situazione economica e sociale».

Il presidente ha chiesto all’ Udc di uscire dalla maggioranza se non accetta la situazione. Qual è la vostra risposta?
«Quale maggioranza? Io vedo un magma indistinto che sembra una via di mezzo tra un suk ed una casa d’ appuntamenti. Già l’ ultima finanziaria è stata votata con l’ accordo più o meno tacito di buona parte dell’ opposizione. Oggi bisogna passare dalla maggioranza numerica a quella politica per varare le riforme, altrimenti si ripeteranno gli stessi errori del passato. Crocetta può scegliere due strade: o fare accordi con i partiti per realizzare il programma, o continuare a fare accordi con i singoli parlamentari sperando nella solita transumanza dall’ opposizione. Ma questa è la strada già percorsa da Lombardo e che ha portato allo sfacelo completo della Sicilia, perché in questo modo ogni legge diventa un assalto alla diligenza. Solo grazie al lavoro del presidente Ardizzone sono stati limitati i danni».

A questo punto qual è la vostra proposta?
«Il punto è: facciamo le cose per le quali siamo stati eletti, insieme. Dobbiamo sederci attorno a un tavolo e stabilire un cronoprogramma delle cose da realizzare, partendo da alcune priorità. Intanto sui fondi strutturali 2014-2020 serve una cabina di regia per programmare le risorse dre nandole in due, tre settori con investimenti produttivi e fornendo ai Comuni il supporto tecnico nella progettazione. Quindi dobbiamo usare la legge sulle province per una grande riforma amministrativa, trasferendo funzioni regionali ai liberi consorzi. Sono temi che fanno parte del patto politico che abbiamo sottoscritto e rinnovato con la formazione del nuovo governo e pretendiamo che venga rispettato. Ci auguriamo che anche il Pd faccia le cose che ha approvato nella direzione regionale. Questo è il momento della chiarezza: bisogna rispettare il patto con gli elettori e con le forze politiche, in caso contrario non permetteremo nessun ribaltone tanto caro ai professionisti del salto della quaglia ma ci saranno elezioni anticipate come in una democrazia normale». (*rive*)