Gianpiero D'Alia

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Moderati mai più divisi

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I popolari europei possono essere soddisfatti dei risultati maturati in queste elezioni, dalle quali escono rafforzati e in grado di porre un argine alla pericolosa affermazione in molte realtà dei movimenti populisti, col caso eclatante della Le Pen in Francia. L’Italia si pone come baluardo contro l’antieuropeismo anche grazie al contributo di partiti come l’Udc, che si è rivelata determinante per superare lo sbarramento e assicurare rappresentanza a migliaia di elettori che credono nei valori del popolarismo europeo.

Mai come stavolta i cittadini hanno parlato chiaro e indicato una rotta: quella del sostegno all’attività del governo Renzi, di cui l’Udc è parte integrante, ma soprattutto dell’europeismo contro le illusioni demagogiche di Grillo.

E’ un segnale che l’area moderata e popolare ha il dovere di cogliere, mettendo da parte divisioni, tatticismi e leadership calate dall’alto per allestire finalmente anche il suo campo, già in colpevole ritardo rispetto a quello avversario. Tanti moderati sfiduciati sono rimasti a casa o hanno scelto altri partiti: dobbiamo convincerli da subito con una proposta politica nuova e credibile.

Gianpiero


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#ritornoalfuturo, Gianpiero D’Alia scrive agli elettori

 

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Cara amica, caro amico,

domenica prossima voteremo per il Parlamento europeo, per eleggere i presidenti e i consigli regionali di Piemonte ed Abruzzo e rinnovare numerose amministrazioni comunali.

Abbiamo vissuto una delle peggiori campagne elettorali della nostra storia repubblicana: insulti, minacce, diffuso clima di sfiducia. Probabilmente molti di voi, nauseati dalla volgarità e dall’inconsistenza dei programmi saranno tentati di non andare a votare, altri, spesso legittimamente arrabbiati, troveranno allettante un voto di protesta a formazioni politiche antieuropee e populiste.

C’è chi sminuisce il valore politico di questo test elettorale, personalmente credo che il 25 maggio sia un passaggio fondamentale per la vita del nostro Paese. Si tratta di decidere oggi in quale Italia e in quale Europa vogliamo vivere nei prossimi anni, quale Italia e quale Europa consegniamo ai nostri figli o ai nostri nipoti.

Le donne e gli uomini dell’Udc sono impegnati in questa competizione elettorale sotto il simbolo Udc-Ncd per le europee e le regionali e in tanti comuni si presentano con il tradizionale simbolo dello scudocrociato, ma tutti hanno un comune obiettivo di fondo nel loro programma, che non è soltanto un obiettivo politico, sociale o economico. E’ una responsabilità morale che si chiama futuro. Vogliamo dare ai nostri giovani un’Europa, un’Italia dove si possa ancora sperare e sognare, dove si possa ancora dire ai nostri ragazzi andate e costruite il vostro futuro .

Il ritorno al futuro è la nostra risposta ad un passato che non passa e ad un presente deprimente. Abbiamo costruito una lista per le europee con gli amici del Nuovo Centrodestra guardando al futuro dell’Italia, dell’Europa e dei popolari nel nostro Paese. Ci stiamo impegnando con tutta la nostra forza e la nostra passione perché crediamo che una società è prospera, giusta e moderna solo se è capace di progettare e realizzare il proprio futuro.

Futuro non è una parola astratta. Il futuro è sempre in mezzo a noi, ci circonda, ci guarda, ci ascolta, sono i giovani, i nostri figli, a loro dobbiamo oggi risposte concrete fatte di idee, di ideali, di comportamenti concreti, di fatti. Non di parole, di slogan, di ideologie.

I nostri figli, i nostri giovani sono i veri mattoni viventi che costruiscono l’Europa sognata dai nostri padri, sono la nostra vera grande miniera, quella miniera di capitale umano vera unica risorsa per superare la crisi.

E’ a loro che dobbiamo pensare.

E’ ad essi che dobbiamo restituire il gusto dell’impegno, la voglia del rischio e, soprattutto, la speranza di vincere.

Non ti chiedo un banale voto per le nostre liste, ti chiedo un supplemento di fiducia e di speranza. Ti chiedo di ritornare, con coraggio, al futuro.

Un abbraccio

 

Gianpiero D’Alia

Presidente nazionale dell’UDC

 


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D’Alia: Udc-Ncd insieme anche dopo il voto per il Ppe in Italia

Schermata-10-2456579-alle-09.47.25-211x300L’intervista del Presidente nazionale dell’Udc Gianpiero D’Alia pubblicata oggi su “il Messaggero”.

Il progetto federativo verso una nuova formazione di centrodestra muove i primi passi con l’intesa Ncd-Udc. L’accordo con i popolari di Mario Mauro si va definendo. L’obiettivo è attirare i delusi di Forza Italia, un bacino che estenderebbe di molto i confini della nuova forza politica. L’Udc ha aderito al progetto. Non è stata una scelta semplice né neanche scontata.
Presidente D’Alia che cosa risponde a chi sostiene che questa nuova forza politica che comprende è il solito cartello elettorale in vista delle Europee?

«Noi dell’Udc abbiamo voluto fortemente questa alleanza per iniziare un percorso politico nuovo. Sappiamo che questo è solo il primo passo di un progetto che abbiamo in testa da sempre: la ricostruzione dell’area moderata e popolare».

In questo modo l’Udc verrà assimilato al centrodestra.

«Nel 2006 l’Udc ruppe con Berlusconi e col centrodestra perché quell’alleanza anziché trasformarsi nel casa dei moderati era diventata la casa dei populismi e degli estremismi. Il nostro leader Casini intraprese a quel punto una battaglia in solitario per cambiare il sistema politico italiano. Nel 2013 quel bipolarismo è finito, purtroppo non per merito dei moderati bensì per il successo elettorale di Beppe Grillo. Ora non siamo più dinanzi ad una contrapposizione secondo il vecchio schema della seconda Repubblica, il solito centrodestra contro il solito centrosinistra. E Matteo Renzi nel frattempo ha cambiato il Pd, rotto con Vendola, cambiato la sinistra italiana e il sistema politico. La stessa cosa vuole fare l’Udc da tempo nell’altra metà campo: e il passo comune con Alfano conferma che siamo sulla strada giusta per attrezzare il fronte moderato e popolare. Che non può escludere certamente chi si sente ancora rappresentato da Forza Italia».

Berlusconi ha fatto sapere che la riforma del Senato così come sta nascendo non gli va più bene. Si metterà di traverso.

«Io penso che Berlusconi abbia fatto bene a fare l’accordo con Renzi. Noi lo abbiamo incoraggiato. Ma non credo abbia interesse a farlo saltare ora. Ostacolare questo processo per il leader di Forza Italia sarebbe un atto di autolesionismo anche per quel progetto dell’area moderata italiana. Le riforme costituzionali e le regole vanno scritte col contributo di tutti».

Che cosa vi impediva di stringere un’alleanza con Renzi?

«La nostra è una storia diversa. Renzi ha collocato il Pd nel Pse, noi interpretiamo il nostro ruolo e quello dei popolari come alternativa alla sinistra e sosteniamo in Europa Juncker e il Ppe».

Lo scudocrociato nel simbolo dell’Ncd. Più che una fusione c’è chi sostiene sia un’“annessione”.

«C’è il nostro nome e il nostro simbolo. Altro che annessione: partecipiamo con pari dignità a un progetto ambizioso. E chi pensa che siamo un partito in svendita si sbaglia. Non credo comunque che sia la veste tipografica di un simbolo a determinare i contenuti e la prospettiva di un progetto politico. Credo che questa alleanza per noi sia l’approdo più naturale. E siamo contenti che gli amici dell’Ncd siano insieme a noi in lista per le Europee per continuare quel percorso che abbiamo iniziato nel 2006»,

Claudio Marincola