Gianpiero D'Alia

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D’Alia: moderati da unire, le alleanze verranno dopo

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L’intervista di Giacinto Pipitone a Gianpiero D’Alia pubblicata oggi sul Giornale di Sicilia

«Siamo impegnati con gli amici di Ncd nella costruzione di un nuovo soggetto, Area Popolare, che contribuisca alla aggregazione dei moderati. Abbiamo anche un buon dialogo con il Pd e il suo segretario Fausto Raciti. Ma non c’è alcun dogma e tutto dipenderà dai risultati del governo politico che abbiamo da poco costituito alla Regione»: Gianpiero D’Alia, leader dell’Udc, stoppa il toto alleanze e si mostra molto cauto soprattutto sulla eventuale ricandidatura di Crocetta.

Negli ultimi giorni avete ricevuto da Forza Italia l’invito esplicito a lavorare per la ricostruzione del centrodestra. Cosa risponde a Silvio Berlusconi e Gianfranco Miccichè?
«Innanzitutto va premesso che il centrodestra non può essere il remake di quello che si presentò alle elezioni 20 anni fa. Quello era frutto di un contesto storico finito, a Roma come in Sicilia. Ma il problema non è solo questo. È la prospettiva che va cambiata».

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Riforma costituzionale, il parere della bicamerale per le questioni regionali

Schermata-10-2456579-alle-09.47.25-211x300La Commissione parlamentare per le questioni regionali, esaminato il disegno di legge costituzionale del Governo S. 1429-B, recante “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione”, limitatamente alle modificazioni ad esso apportate dalla Camera dei deputati;

ricordato che la Commissione si è già espressa sul testo del disegno di legge in oggetto in occasione del suo esame in prima deliberazione presso il Senato della Repubblica e, indi, presso la Camera dei deputati;

richiamati pertanto i pareri espressi dalla Commissione, rispettivamente, in data 11 giugno 2014 e in data 11 dicembre 2014;

ribadito, come già osservato in tali occasioni, che la trasformazione del Senato della Repubblica in una Camera rappresentativa delle istituzioni territoriali, ai sensi del nuovo articolo 55, quinto comma, costituisce un passaggio fondamentale della riforma ed è essenziale per assicurare un equilibrato rapporto di cooperazione tra lo Stato e le Regioni nella cornice di uno Stato regionale compiuto; Continua a leggere


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D’Alia: adeguare stipendi del personale è indispensabile ma servono pure piani per la crescita

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Pubblichiamo l’intervista di Riccardo Vescovo a Gianpiero D’Alia pubblicata oggi sul Giornale di Sicilia.

“Approvare subito il taglio dei distacchi e dei permessi sindacali e le norme per adeguare pensioni e stipendi dei regionali agli statali. Sono proposte fortemente volute dall’Udc. Se non saranno prese in considerazione faremo le nostre valutazioni e ne trarremo le conseguenze”: così Gianpiero D’Alia, leader dell’Udc in Sicilia, commenta la finanziaria pronta ad arrivare all’Ars.

Quali sono le priorità di questa finanziaria?  “Il tema è quello di avviare un percorso stabile e duraturo di riforma economica e finanziaria. Voglio dire che non basta una sola legge di stabilità a risolvere il problema della crisi finanziaria della Regione. Serve un piano di rientro e di risanamento che deve essere di lungo periodo e deve riguardare sia la Regione sia la condizione dei Comuni siciliani che versano in uno stato di dissesto quasi strutturale. Quindi la legge servirà a iniziare un percorso e dovrà essere accompagnata da un piano del governo che indicherà nei prossimi cinque anni come si risanerà il bilancio e come sostenere la crescita e lo sviluppo. Pensare di risolvere tutto con questa finanziaria significa stuzzicare il populismo. Questa legge non sia uno specchietto per le allodole”. Continua a leggere


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D’Alia: su digitalizzazione si misurerà volontà di cambiamento

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L’intervista di Lillo Miceli a Gianpiero D’Alia pubblicata oggi su La Sicilia.

PALERMO. «Le cose dette da Crocetta mi sembrano di buon senso, a cominciare dall’impugnativa della legge di stabilità». Gianpiero D’ Alia (Udc), presidente della Commissione bicamerale per le questioni regionali, si riferisce all’ intervista rilasciata ieri da Crocetta al nostro giornale. «Con la legge di stabilità, che non ho votato – aggiunge D’ Alia – sono stati sottratti alla Sicilia i fondi Pac, invadendo la sfera dell’ Autonomia sancita dallo Statuto e dalla Costituzione. Peraltro, si tratta di risorse oggetto di una programmazione già definita e in parte assegnate alle Città metropolitane ed ai Comuni». Per D’ Alia, però, Crocetta avrebbe commesso un errore: «Firmare con il ministro dell’ Economia, Pier Carlo Padoan, il documento di rinuncia al contenzioso. La collaborazione è necessaria per la definizione dei rapporti tra Stato e Regione, ma la sede idonea non è il tavolo di Palazzo Chigi, che serve per rimuovere gli ostacoli che in questi anni non hanno consentito di attuare le previsioni statutarie; il luogo istituzionale è la commissione Paritetica Stato -Regione che non ha funzionato. Le Paritetiche delle altre Regioni a Statuto speciale, invece, sì». I rapporti sulle finanze e le competenze regionali, questo in sintesi il pensiero di D’Alia, non possono essere gestite sul piano politico, ma su quello istituzionale. Perché i governi cambiano, ma Stato e Regione rimangono. D’ Alia, nella qualità di presidente della Commissione bicamenrale per le questioni regionali, av vierà presto una serie di audizioni: «Sentiremo Crocetta, il presidente dell’ Ars Ardizzone, la commissione Paritetica, la Corte dei conti e il professore Antonio Vitale, esperto in materia, per fare il punto sulla situazione e stabilire un chiaro percorso che dovrà essere istituzionale. Se c’ è qualcosa da cambiare si cambi, ma non si può esaurire tutto tra Palazzo Chigi e Palazzo d’ Orleans. Penso che sul piano delle riforme statutarie l’ opposizione potrebbe dare un contributo». Anche sui problemi che gravano su Riscossione Sicilia, D’ Alia si ritrova d’ accordo con Crocetta: «Se ci sono lati oscuri bisogna intervenire. Sulle pentole e pentoloni scoperchiati, ha il mio sostegno. Però, un conto è la denuncia, un altro è innescare meccanismi virtuosi. Se, poi, accertate le responsabilità non si interviene perché c’ è qualcuno che lo impedisce, non avremo certo creato un sistema migliore. Vale per tutti l’ esempio delle partecipate che sono dei pozzi di S. Patrizio, con costi fuori controllo. Non potrò mai dimenticare che un assessore all’ Economia dicesse alla Corte dei conti di non avere dati certi, soprattutto sul personale, che non ha acquisito alcun diritto, non avendo superato un pubblico concorso». Per D’ Alia «è inconcepibile che non si possa digitalizzare la Regione perchè c’ è una partecipata che non lo consente. A fine marzo sarà obbligatoria la fatturazione digitale, strumento utile per la lotta all’evasione fiscale. È questo un tema su cui si misura la volontà di cambiamento. Crocetta può contare sulla competenza dell’ assessore Leotta. Con la digitalizzazione non ci sarebbe stato un caso Nicole e potrebbero essere evitati tanti casi di malasanità. E, comunque, l’ assessore Borsellino non si deve dimettere». «La mia preoccupazione – conclude – è che il Crocetta ter nato col nostro concorso, sia frenato da nuove liti tra Crocetta e il Pd; o da liti all’ interno del Pd».


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D’Alia: “Statuti speciali vecchi di 60 anni, vanno rivisti”

Schermata-10-2456579-alle-09.47.25-211x300L’intervista di Giacinto Pipitone a Gianpiero D’Alia pubblicata oggi sul Giornale di Sicilia.

Gianpiero D’Alia è il nuovo presidente della commissione bicamerale per le Questioni regionali. L’ ex ministro per la Funzione pubblica, oggi leader dell’Udc, è stato eletto ieri alla guida dell’ organismo che, tra l’altro, è chiamato a fornire il proprio parere nelle ipotesi di scioglimento dei consigli regionali. Arriva alla guida della commissione bicamerale proprio nel momento in cui il ruolo delle Regioni è messo in discussione da vari progetti di riforma. «La commissione è importante proprio perchè svolge un ruolo di raccordo fra le iniziative dello Stato e le Regioni, ancora di più in questo momento in cui si stanno riscrivendo i rapporti fra Roma e le Autonomie locali. È la fase in cui si stanno disciplinando i rapporti finanziari fra lo Stato e le Regioni, in particolare quelle a Statuto speciale».

Che futuro vede per l’ Autonomia della Sicilia, da più parti messa in discussione?

«In linea generale è opportuna una revisione degli Statuti speciali, tutti approvati nella prima metà del secolo scorso. Vanno adeguati alle mutate esigenze. Per la Sicilia va prima di tutto verificata la reale attuazione delle norme statutarie, a cominciare da quelle che disciplinano i rapporti finanziari con lo Stato. In questo senso la commissione che presiedo ha anche un ruolo di stimolo nei confronti del governo».

La Sicilia vive il momento mia, Alessandro Baccei, sta proponendo un piano di riforme di cui non ha fornito dettagli ma solo indiscrezioni su tagli al settore pubblico regionale. La giunta appare spaccata. L’ Udc lo sosterrà?

«La linea di Baccei è giusta. È un percorso di risanamento che apre prospettive per discutere poi con lo Stato dell’ autonomia finanziaria della Regione e di nuove risorse per promuovere la crescita economica. Ma attenzione, le risorse che chiederemo a Roma devono essere destinate allo sviluppo. Se le disperderemo nei mille rivoli della spesa corrente regionale, resteremo in crisi».

Secondo lei ci sono le condizioni politiche per approvare una Finanziaria di grande impatto come quella che il renziano Baccei starebbe preparando?

«Baccei dice cose che l’ Udc dice da tempo, anche da prima che Crocetta venisse eletto. Io mi auguro che si vada avanti in questa direzione, in modo che in un triennio possiamo ripartire. Altrimenti si continuerà a vivacchiare.  O nel governo capiscono queste cose o non ci sono alternative al baratro. Intraprendere questo percorso conviene a tutti, pur senza dimenticare il necessario confronto. Si tratta di misure di grande impatto sociale, il compito della politica è renderle il più possibile indolore».

Lei crede all’ ipotesi del commissariamento in caso di una Finanziaria-flop ad aprile o allo scenario che vorrebbe l’ ala renziana del Pd impegnata nel far cadere Crocetta per arrivare alle elezioni anticipate?

«Quella del commissariamento è una ipotesi che mi suscita grandi perplessità sotto il profilo politico e giuridico. Non mi sembra che siano temi all’ordine del giorno».

capiscono queste cose o non ci sono alternative al baratro. Intraprendere questo percorso conviene a tutti, pur senza dimenticare il necessario confronto. Si tratta di misure di grande impatto sociale, il compito della politica è renderle il più possibile indolore». Lei crede all’ ipotesi del commissariamento in caso di una Finanziaria -flop ad aprile o allo scenario che vorrebbe l’ ala renziana del Pd impegnata nel far cadere Crocetta per arrivare alle elezioni anticipate? «Quella del commissariamento è una ipotesi che mi suscita grandi perplessità sotto il profilo politico e giuridico. Non mi sembra che siano temi all’ ordine del giorno».


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«Stefano esempio di buon governo col Pd nessun rapporto privilegiato»

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L’intervista a Gianpiero D’Alia pubblicata oggi su il Mattino. 

Paolo Mainiero

Gianpiero D’ Alia, presidente nazionale dell’ Udc, indica la strada della continuità. Alle prossime regionali, è il suo pensiero, la precedenza va data all’ alleanza con Caldoro nel segno del «buon governo di questi anni».

Il sostegno al governatore uscente non è in discussione?
«Le vicende campane sono di competenza degli organismi regionali. Detto questo, ci sono almeno tre elementi di riflessione». Continua a leggere


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D’Alia a Forza Italia: «Serve un accordo elettorale per le riforme»

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L’intervista di Giacinto Pipitone a Gianpiero D’Alia pubblicata su il Giornale di Sicilia.

Propone alle forze del centrodestra un patto per approvare le riforme istituzionali in Sicilia e anticipa che Udc e Ncd stanno per dare vita a un nuovo partito insieme. Gianpiero D’ Alia, leader dell’ Udc, prova ad imprimere un’ accelerazione all’ agenda politica a due settimane della nascita del nuovo governo.

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