Gianpiero D'Alia

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D’Alia: moderati da unire, le alleanze verranno dopo

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L’intervista di Giacinto Pipitone a Gianpiero D’Alia pubblicata oggi sul Giornale di Sicilia

«Siamo impegnati con gli amici di Ncd nella costruzione di un nuovo soggetto, Area Popolare, che contribuisca alla aggregazione dei moderati. Abbiamo anche un buon dialogo con il Pd e il suo segretario Fausto Raciti. Ma non c’è alcun dogma e tutto dipenderà dai risultati del governo politico che abbiamo da poco costituito alla Regione»: Gianpiero D’Alia, leader dell’Udc, stoppa il toto alleanze e si mostra molto cauto soprattutto sulla eventuale ricandidatura di Crocetta.

Negli ultimi giorni avete ricevuto da Forza Italia l’invito esplicito a lavorare per la ricostruzione del centrodestra. Cosa risponde a Silvio Berlusconi e Gianfranco Miccichè?
«Innanzitutto va premesso che il centrodestra non può essere il remake di quello che si presentò alle elezioni 20 anni fa. Quello era frutto di un contesto storico finito, a Roma come in Sicilia. Ma il problema non è solo questo. È la prospettiva che va cambiata».

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D’Alia: «Nella coalizione non c`è spazio per chi vuole poltrone e clientele»

d'alia smart bolognaL’intervista di Riccardo Vescovo a Gianpiero D’Alia pubblicata oggi su Il Giornale di Sicilia.

«E’ finito il tempo in cui prima venivano gli interessi di bottega di questo o quel singolo partitino. Vogliamo affrancare la Regione da chi pensa che si possa ancora alimentare spesa improduttiva e clientele. Questa maggioranza si basa sulle cose da fare e non sulle poltrone: chi non ci sta è fuori». Lo afferma il deputato nazionale Gianpiero D’Alia, presidente nazionale dell’Udc. Nei giorni scorsi il presidente della Regione, Rosario Crocetta aveva lanciato l’allarme sul rischio che parlamentari «impresentabili» potessero transitare in maggioranza e condizionarla.

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D’Alia: «Cambiare assessore non è sufficiente occorre inserire Ncd»

Schermata-08-2456516-alle-12.14.16-173x300Pubblichiamo l’intervista di Lillo Miceli a Gianpiero D’Alia per ill quotidiano La Sicilia. 

PALERMO. «Siamo ad uno snodo delicatissimo e complicatissimo da cui dipende il futuro del governo e della maggioranza». Ma per il presidente nazionale dell’Udc, Gianpiero D’Alia, la Regione può tirarsi fuori dal pantano, «se si riuscirà a creare una sinergia tra il Piano per il Mezzogiorno che il governo Renzi sta elaborando ed in cui la Sicilia dovrebbe avere un ruolo da protagonista; ad utilizzare i fondi della programmazione europea, 2014-2020, per attrarre investimenti; e a fare le necessarie riforme con la legge di stabilità».  Continua a leggere


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D’Alia: «Regionali, serve una vera riforma solo l’efficienza ci farà svoltare»

imagesPubblichiamo l’intervista di Riccardo Vescovo a Gianpiero D’Alia per il Giornale di Sicilia.

«A settembre prima della legge di stabilità bisognerà affrontare la riforma della pubblica amministrazione. I dipendenti vanno trasferiti dove è più utile alla Regione. Per sostenere il percorso delle riforme possiamo pensare anche a ritocchi in giunta e alla collaborazione attiva del Nuovo Centrodestra». Lo afferma Gianpiero D’Alia, presidente nazionale dell’Udc ed ex ministro della Pubblica amministrazione.

··· L’ennesimo atto di interpello che rischia di andare a vuoto ha riaperto la questione della burocrazia regionale ingessata. Qual è la sua posizione?

«Credo che il prossimo appuntamento di settembre su cui concentrare l’attenzione sia la riforma della pubblica amministrazione. Abbiamo una grande opportunità per portare avanti questa operazione di cambiamento del sistema ed è soprattutto l’approvazione in via definitiva della riforma Madia che riscrive sostanzialmente il rapporto di lavoro dei dirigenti e introduce norme che rendono più efficiente il procedimento amministrativo, consentendo inoltre una progressiva riduzione delle società partecipate. La semplificazione amministrativa passa anche dal trasferimento delle funzioni ai liberi consorzi». Continua a leggere


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La Gazzetta del Sud/ Intervista a Gianpiero D’Alia

Schermata 06-2457181 alle 08.56.23Pubblichiamo l’intervista di Sebastiano Caspanello a Gianpiero D’Alia pubblicata oggi su La Gazzetta del Sud

II “modello Firetto” di Agrigento da esportare, a palazzo d’Orléans e all’Ars. Il governo Crocetta, che ha bisogno di «un salto di qualità», nel segno della «concretezza». Perché il pericolo dell’antipolitica è ancora concreto e l’area dei moderati ha bisogno di un leader. Di una fetta importante, di quell’area, è senza dubbio il leader Gianpiero D’Alia. Il cui partito, l’Udc, si fa sempre presto a dare per morto, per poi però risorgere sempre, risultando spesso anche determinante.

On. D’Alia, qual è il “segreto” deU’Udc?

«Nessun segreto, noi interpretiamo quell’area moderata che in questo Paese e anche nella nostra Regione oggi non ha un’offerta politica in linea con l’orientamento della maggioranza degli elettori. I dati delle ultime competizioni, dalle politiche alle regionali alle europee, certificano che mentre a sinistra Renzi ha avviato un processo di modemizzazione, a destra c’è una crisi profonda perché l’unica offerta sembra essere quella del populismo di Salvini o di Cinquestelle, mentre invece c’è anche lì un’area moderata importante». Continua a leggere


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D’Alia: su digitalizzazione si misurerà volontà di cambiamento

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L’intervista di Lillo Miceli a Gianpiero D’Alia pubblicata oggi su La Sicilia.

PALERMO. «Le cose dette da Crocetta mi sembrano di buon senso, a cominciare dall’impugnativa della legge di stabilità». Gianpiero D’ Alia (Udc), presidente della Commissione bicamerale per le questioni regionali, si riferisce all’ intervista rilasciata ieri da Crocetta al nostro giornale. «Con la legge di stabilità, che non ho votato – aggiunge D’ Alia – sono stati sottratti alla Sicilia i fondi Pac, invadendo la sfera dell’ Autonomia sancita dallo Statuto e dalla Costituzione. Peraltro, si tratta di risorse oggetto di una programmazione già definita e in parte assegnate alle Città metropolitane ed ai Comuni». Per D’ Alia, però, Crocetta avrebbe commesso un errore: «Firmare con il ministro dell’ Economia, Pier Carlo Padoan, il documento di rinuncia al contenzioso. La collaborazione è necessaria per la definizione dei rapporti tra Stato e Regione, ma la sede idonea non è il tavolo di Palazzo Chigi, che serve per rimuovere gli ostacoli che in questi anni non hanno consentito di attuare le previsioni statutarie; il luogo istituzionale è la commissione Paritetica Stato -Regione che non ha funzionato. Le Paritetiche delle altre Regioni a Statuto speciale, invece, sì». I rapporti sulle finanze e le competenze regionali, questo in sintesi il pensiero di D’Alia, non possono essere gestite sul piano politico, ma su quello istituzionale. Perché i governi cambiano, ma Stato e Regione rimangono. D’ Alia, nella qualità di presidente della Commissione bicamenrale per le questioni regionali, av vierà presto una serie di audizioni: «Sentiremo Crocetta, il presidente dell’ Ars Ardizzone, la commissione Paritetica, la Corte dei conti e il professore Antonio Vitale, esperto in materia, per fare il punto sulla situazione e stabilire un chiaro percorso che dovrà essere istituzionale. Se c’ è qualcosa da cambiare si cambi, ma non si può esaurire tutto tra Palazzo Chigi e Palazzo d’ Orleans. Penso che sul piano delle riforme statutarie l’ opposizione potrebbe dare un contributo». Anche sui problemi che gravano su Riscossione Sicilia, D’ Alia si ritrova d’ accordo con Crocetta: «Se ci sono lati oscuri bisogna intervenire. Sulle pentole e pentoloni scoperchiati, ha il mio sostegno. Però, un conto è la denuncia, un altro è innescare meccanismi virtuosi. Se, poi, accertate le responsabilità non si interviene perché c’ è qualcuno che lo impedisce, non avremo certo creato un sistema migliore. Vale per tutti l’ esempio delle partecipate che sono dei pozzi di S. Patrizio, con costi fuori controllo. Non potrò mai dimenticare che un assessore all’ Economia dicesse alla Corte dei conti di non avere dati certi, soprattutto sul personale, che non ha acquisito alcun diritto, non avendo superato un pubblico concorso». Per D’ Alia «è inconcepibile che non si possa digitalizzare la Regione perchè c’ è una partecipata che non lo consente. A fine marzo sarà obbligatoria la fatturazione digitale, strumento utile per la lotta all’evasione fiscale. È questo un tema su cui si misura la volontà di cambiamento. Crocetta può contare sulla competenza dell’ assessore Leotta. Con la digitalizzazione non ci sarebbe stato un caso Nicole e potrebbero essere evitati tanti casi di malasanità. E, comunque, l’ assessore Borsellino non si deve dimettere». «La mia preoccupazione – conclude – è che il Crocetta ter nato col nostro concorso, sia frenato da nuove liti tra Crocetta e il Pd; o da liti all’ interno del Pd».


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D’Alia: “Statuti speciali vecchi di 60 anni, vanno rivisti”

Schermata-10-2456579-alle-09.47.25-211x300L’intervista di Giacinto Pipitone a Gianpiero D’Alia pubblicata oggi sul Giornale di Sicilia.

Gianpiero D’Alia è il nuovo presidente della commissione bicamerale per le Questioni regionali. L’ ex ministro per la Funzione pubblica, oggi leader dell’Udc, è stato eletto ieri alla guida dell’ organismo che, tra l’altro, è chiamato a fornire il proprio parere nelle ipotesi di scioglimento dei consigli regionali. Arriva alla guida della commissione bicamerale proprio nel momento in cui il ruolo delle Regioni è messo in discussione da vari progetti di riforma. «La commissione è importante proprio perchè svolge un ruolo di raccordo fra le iniziative dello Stato e le Regioni, ancora di più in questo momento in cui si stanno riscrivendo i rapporti fra Roma e le Autonomie locali. È la fase in cui si stanno disciplinando i rapporti finanziari fra lo Stato e le Regioni, in particolare quelle a Statuto speciale».

Che futuro vede per l’ Autonomia della Sicilia, da più parti messa in discussione?

«In linea generale è opportuna una revisione degli Statuti speciali, tutti approvati nella prima metà del secolo scorso. Vanno adeguati alle mutate esigenze. Per la Sicilia va prima di tutto verificata la reale attuazione delle norme statutarie, a cominciare da quelle che disciplinano i rapporti finanziari con lo Stato. In questo senso la commissione che presiedo ha anche un ruolo di stimolo nei confronti del governo».

La Sicilia vive il momento mia, Alessandro Baccei, sta proponendo un piano di riforme di cui non ha fornito dettagli ma solo indiscrezioni su tagli al settore pubblico regionale. La giunta appare spaccata. L’ Udc lo sosterrà?

«La linea di Baccei è giusta. È un percorso di risanamento che apre prospettive per discutere poi con lo Stato dell’ autonomia finanziaria della Regione e di nuove risorse per promuovere la crescita economica. Ma attenzione, le risorse che chiederemo a Roma devono essere destinate allo sviluppo. Se le disperderemo nei mille rivoli della spesa corrente regionale, resteremo in crisi».

Secondo lei ci sono le condizioni politiche per approvare una Finanziaria di grande impatto come quella che il renziano Baccei starebbe preparando?

«Baccei dice cose che l’ Udc dice da tempo, anche da prima che Crocetta venisse eletto. Io mi auguro che si vada avanti in questa direzione, in modo che in un triennio possiamo ripartire. Altrimenti si continuerà a vivacchiare.  O nel governo capiscono queste cose o non ci sono alternative al baratro. Intraprendere questo percorso conviene a tutti, pur senza dimenticare il necessario confronto. Si tratta di misure di grande impatto sociale, il compito della politica è renderle il più possibile indolore».

Lei crede all’ ipotesi del commissariamento in caso di una Finanziaria-flop ad aprile o allo scenario che vorrebbe l’ ala renziana del Pd impegnata nel far cadere Crocetta per arrivare alle elezioni anticipate?

«Quella del commissariamento è una ipotesi che mi suscita grandi perplessità sotto il profilo politico e giuridico. Non mi sembra che siano temi all’ordine del giorno».

capiscono queste cose o non ci sono alternative al baratro. Intraprendere questo percorso conviene a tutti, pur senza dimenticare il necessario confronto. Si tratta di misure di grande impatto sociale, il compito della politica è renderle il più possibile indolore». Lei crede all’ ipotesi del commissariamento in caso di una Finanziaria -flop ad aprile o allo scenario che vorrebbe l’ ala renziana del Pd impegnata nel far cadere Crocetta per arrivare alle elezioni anticipate? «Quella del commissariamento è una ipotesi che mi suscita grandi perplessità sotto il profilo politico e giuridico. Non mi sembra che siano temi all’ ordine del giorno».