Gianpiero D'Alia

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Indagine conoscitiva sulle problematiche concernenti l’attuazione degli statuti delle Regioni ad autonomia speciale

Documento conclusivo approvato.pdf

Documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sulle problematiche concernenti l’attuazione degli statuti delle Regioni ad autonomia speciale, con particolare riferimento al ruolo delle Commissioni paritetiche previste dagli statuti medesimi.


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Riforma costituzionale, il parere della bicamerale per le questioni regionali

Schermata-10-2456579-alle-09.47.25-211x300La Commissione parlamentare per le questioni regionali, esaminato il disegno di legge costituzionale del Governo S. 1429-B, recante “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione”, limitatamente alle modificazioni ad esso apportate dalla Camera dei deputati;

ricordato che la Commissione si è già espressa sul testo del disegno di legge in oggetto in occasione del suo esame in prima deliberazione presso il Senato della Repubblica e, indi, presso la Camera dei deputati;

richiamati pertanto i pareri espressi dalla Commissione, rispettivamente, in data 11 giugno 2014 e in data 11 dicembre 2014;

ribadito, come già osservato in tali occasioni, che la trasformazione del Senato della Repubblica in una Camera rappresentativa delle istituzioni territoriali, ai sensi del nuovo articolo 55, quinto comma, costituisce un passaggio fondamentale della riforma ed è essenziale per assicurare un equilibrato rapporto di cooperazione tra lo Stato e le Regioni nella cornice di uno Stato regionale compiuto; Continua a leggere


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D’Alia: “Statuti speciali vecchi di 60 anni, vanno rivisti”

Schermata-10-2456579-alle-09.47.25-211x300L’intervista di Giacinto Pipitone a Gianpiero D’Alia pubblicata oggi sul Giornale di Sicilia.

Gianpiero D’Alia è il nuovo presidente della commissione bicamerale per le Questioni regionali. L’ ex ministro per la Funzione pubblica, oggi leader dell’Udc, è stato eletto ieri alla guida dell’ organismo che, tra l’altro, è chiamato a fornire il proprio parere nelle ipotesi di scioglimento dei consigli regionali. Arriva alla guida della commissione bicamerale proprio nel momento in cui il ruolo delle Regioni è messo in discussione da vari progetti di riforma. «La commissione è importante proprio perchè svolge un ruolo di raccordo fra le iniziative dello Stato e le Regioni, ancora di più in questo momento in cui si stanno riscrivendo i rapporti fra Roma e le Autonomie locali. È la fase in cui si stanno disciplinando i rapporti finanziari fra lo Stato e le Regioni, in particolare quelle a Statuto speciale».

Che futuro vede per l’ Autonomia della Sicilia, da più parti messa in discussione?

«In linea generale è opportuna una revisione degli Statuti speciali, tutti approvati nella prima metà del secolo scorso. Vanno adeguati alle mutate esigenze. Per la Sicilia va prima di tutto verificata la reale attuazione delle norme statutarie, a cominciare da quelle che disciplinano i rapporti finanziari con lo Stato. In questo senso la commissione che presiedo ha anche un ruolo di stimolo nei confronti del governo».

La Sicilia vive il momento mia, Alessandro Baccei, sta proponendo un piano di riforme di cui non ha fornito dettagli ma solo indiscrezioni su tagli al settore pubblico regionale. La giunta appare spaccata. L’ Udc lo sosterrà?

«La linea di Baccei è giusta. È un percorso di risanamento che apre prospettive per discutere poi con lo Stato dell’ autonomia finanziaria della Regione e di nuove risorse per promuovere la crescita economica. Ma attenzione, le risorse che chiederemo a Roma devono essere destinate allo sviluppo. Se le disperderemo nei mille rivoli della spesa corrente regionale, resteremo in crisi».

Secondo lei ci sono le condizioni politiche per approvare una Finanziaria di grande impatto come quella che il renziano Baccei starebbe preparando?

«Baccei dice cose che l’ Udc dice da tempo, anche da prima che Crocetta venisse eletto. Io mi auguro che si vada avanti in questa direzione, in modo che in un triennio possiamo ripartire. Altrimenti si continuerà a vivacchiare.  O nel governo capiscono queste cose o non ci sono alternative al baratro. Intraprendere questo percorso conviene a tutti, pur senza dimenticare il necessario confronto. Si tratta di misure di grande impatto sociale, il compito della politica è renderle il più possibile indolore».

Lei crede all’ ipotesi del commissariamento in caso di una Finanziaria-flop ad aprile o allo scenario che vorrebbe l’ ala renziana del Pd impegnata nel far cadere Crocetta per arrivare alle elezioni anticipate?

«Quella del commissariamento è una ipotesi che mi suscita grandi perplessità sotto il profilo politico e giuridico. Non mi sembra che siano temi all’ordine del giorno».

capiscono queste cose o non ci sono alternative al baratro. Intraprendere questo percorso conviene a tutti, pur senza dimenticare il necessario confronto. Si tratta di misure di grande impatto sociale, il compito della politica è renderle il più possibile indolore». Lei crede all’ ipotesi del commissariamento in caso di una Finanziaria -flop ad aprile o allo scenario che vorrebbe l’ ala renziana del Pd impegnata nel far cadere Crocetta per arrivare alle elezioni anticipate? «Quella del commissariamento è una ipotesi che mi suscita grandi perplessità sotto il profilo politico e giuridico. Non mi sembra che siano temi all’ ordine del giorno».