Gianpiero D'Alia

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D’Alia: Udc-Ncd insieme anche dopo il voto per il Ppe in Italia

Schermata-10-2456579-alle-09.47.25-211x300L’intervista del Presidente nazionale dell’Udc Gianpiero D’Alia pubblicata oggi su “il Messaggero”.

Il progetto federativo verso una nuova formazione di centrodestra muove i primi passi con l’intesa Ncd-Udc. L’accordo con i popolari di Mario Mauro si va definendo. L’obiettivo è attirare i delusi di Forza Italia, un bacino che estenderebbe di molto i confini della nuova forza politica. L’Udc ha aderito al progetto. Non è stata una scelta semplice né neanche scontata.
Presidente D’Alia che cosa risponde a chi sostiene che questa nuova forza politica che comprende è il solito cartello elettorale in vista delle Europee?

«Noi dell’Udc abbiamo voluto fortemente questa alleanza per iniziare un percorso politico nuovo. Sappiamo che questo è solo il primo passo di un progetto che abbiamo in testa da sempre: la ricostruzione dell’area moderata e popolare».

In questo modo l’Udc verrà assimilato al centrodestra.

«Nel 2006 l’Udc ruppe con Berlusconi e col centrodestra perché quell’alleanza anziché trasformarsi nel casa dei moderati era diventata la casa dei populismi e degli estremismi. Il nostro leader Casini intraprese a quel punto una battaglia in solitario per cambiare il sistema politico italiano. Nel 2013 quel bipolarismo è finito, purtroppo non per merito dei moderati bensì per il successo elettorale di Beppe Grillo. Ora non siamo più dinanzi ad una contrapposizione secondo il vecchio schema della seconda Repubblica, il solito centrodestra contro il solito centrosinistra. E Matteo Renzi nel frattempo ha cambiato il Pd, rotto con Vendola, cambiato la sinistra italiana e il sistema politico. La stessa cosa vuole fare l’Udc da tempo nell’altra metà campo: e il passo comune con Alfano conferma che siamo sulla strada giusta per attrezzare il fronte moderato e popolare. Che non può escludere certamente chi si sente ancora rappresentato da Forza Italia».

Berlusconi ha fatto sapere che la riforma del Senato così come sta nascendo non gli va più bene. Si metterà di traverso.

«Io penso che Berlusconi abbia fatto bene a fare l’accordo con Renzi. Noi lo abbiamo incoraggiato. Ma non credo abbia interesse a farlo saltare ora. Ostacolare questo processo per il leader di Forza Italia sarebbe un atto di autolesionismo anche per quel progetto dell’area moderata italiana. Le riforme costituzionali e le regole vanno scritte col contributo di tutti».

Che cosa vi impediva di stringere un’alleanza con Renzi?

«La nostra è una storia diversa. Renzi ha collocato il Pd nel Pse, noi interpretiamo il nostro ruolo e quello dei popolari come alternativa alla sinistra e sosteniamo in Europa Juncker e il Ppe».

Lo scudocrociato nel simbolo dell’Ncd. Più che una fusione c’è chi sostiene sia un’“annessione”.

«C’è il nostro nome e il nostro simbolo. Altro che annessione: partecipiamo con pari dignità a un progetto ambizioso. E chi pensa che siamo un partito in svendita si sbaglia. Non credo comunque che sia la veste tipografica di un simbolo a determinare i contenuti e la prospettiva di un progetto politico. Credo che questa alleanza per noi sia l’approdo più naturale. E siamo contenti che gli amici dell’Ncd siano insieme a noi in lista per le Europee per continuare quel percorso che abbiamo iniziato nel 2006»,

Claudio Marincola