Gianpiero D'Alia

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La città di Messina attende risposte chiare sul destino dell’Ospedale Piemonte

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Il tema della proprietà del nosocomio non è meramente tecnico, come alcuni parlamentari regionali in mala fede vogliono fare intendere, ma è politico nel senso più importante della parola. Alla nostra città bisogna dire la verità senza continuare a raccontare bugie: se, come concordato, si vuole trasformare il Piemonte nella cittadella della salute implementando i servizi sanitari della città e valorizzando il ruolo del nostro ospedale storico o se viceversa si ritiene che l’ospedale vada definitivamente chiuso e trasformato in una struttura sanitaria specialistica di riabilitazione, sicuramente importante ma con scopi diversi e limitati. Cittadella della salute significa concentrare all’Ospedale Piemonte tutta una serie di servizi che riguardano la medicina del territorio, con il concorso dell’Asp 5, la riabilitazione e la ricerca correlata, con il concorso dell’Ircss Bonino-Pulejo, il pronto soccorso (destinato altrimenti a chiudere), con il concorso del Policlinico Universitario. Una scelta di questo tipo significa fare un vero e proprio salto di qualità superando la logica tradizionale che ha fatto della sanità messinese un arcipelago di giardinetti privati per questa o quella lobby sanitaria. La legge regionale approvata pochi mesi fa e’ molto importante per Messina perché ha operato due scelte strategiche per la città: valorizzare i nostri due ospedali storici destinati altrimenti a morire di inedia. L’Ospedale Regina Margherita come cittadella della cultura collegata al museo  e l’Ospedale Piemonte come cittadella della salute frutto del concorso e del coordinamento di tutte le istituzioni sanitarie cittadine. Sono passati tre mesi e su queste vicende e’ calato il silenzio. Oggi qualcuno vuole trasferire la proprietà dell’ospedale Piemonte all’Ircss sulla base di un parere del Ministero di Giustizia che, in realtà, dice proprio il contrario (basta leggerlo e ve lo allego). Un tale atto comporta il dimezzamento del valore patrimoniale dell’Azienda Ospedaliera Papardo con tutto ciò che ne deriva dal punto di vista dei servizi e delle disponibilità finanziarie dell’Azienda stessa e la chiusura definitiva del Piemonte. Sicuramente l’Ircss Bonino Pulejo e’ un istituto di eccellenza che deve essere sostenuto e valorizzato anche perché opera in un settore strategico per i bisogni delle famiglie messinesi. Nessuno lo mette in dubbio, ma restano incomprensibili le ragioni per le quali a tale istituto debba essere trasferita la proprietà dell’Ospedale Piemonte precludendo ogni possibile utilizzazione della struttura anche per altri ed importanti servizi sociosanitari di cui Messina ha bisogno. Tale scelta è in palese contrasto con l’interesse generale e con la normativa statale e regionale vigente (come è spiegato esattamente nel parere del Ministero). Non si comprende perché tale bene non debba, come peraltro previsto dalla legge regionale per l’Ospedale Regina Margherita, essere affidato in comodato d’uso pluriennale all’Ircss e agli altri soggetti (Asp e Università) interessati alla realizzazione della cittadella della salute e perché si debba operare un trasferimento indiscriminato di uno dei più importanti beni pubblici cittadini. Penso che una risposta chiara la debbano dare alla città coloro che in questi giorni si sono agitati in Assemblea Regionale e fuori per approvare una norma illogica e fuorviante rispetto all’interesse generale di Messina. Senza trincerarsi dietro tecnicismi inutili (e fasulli), le strade sono due: realizzare la cittadella della salute o fare del Piemonte solo la nuova sede dell’Ircss Bonino-Pulejo. Tertium non datur. In questo ultimo caso ciascuno sarà chiamato a assumersi le proprie responsabilità di fronte ai cittadini messinesi senza fumisterie e politichese.

Il parere del Ministero della Giustizia


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Riforma costituzionale, il parere della bicamerale per le questioni regionali

Schermata-10-2456579-alle-09.47.25-211x300La Commissione parlamentare per le questioni regionali, esaminato il disegno di legge costituzionale del Governo S. 1429-B, recante “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione”, limitatamente alle modificazioni ad esso apportate dalla Camera dei deputati;

ricordato che la Commissione si è già espressa sul testo del disegno di legge in oggetto in occasione del suo esame in prima deliberazione presso il Senato della Repubblica e, indi, presso la Camera dei deputati;

richiamati pertanto i pareri espressi dalla Commissione, rispettivamente, in data 11 giugno 2014 e in data 11 dicembre 2014;

ribadito, come già osservato in tali occasioni, che la trasformazione del Senato della Repubblica in una Camera rappresentativa delle istituzioni territoriali, ai sensi del nuovo articolo 55, quinto comma, costituisce un passaggio fondamentale della riforma ed è essenziale per assicurare un equilibrato rapporto di cooperazione tra lo Stato e le Regioni nella cornice di uno Stato regionale compiuto; Continua a leggere


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D’Alia: «Crocetta? Prima le riforme, poi si tirino le somme»

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Pubblichiamo l’intervista di Stefania Giuffrè a Gianpiero D’Alia pubblicata oggi su il Giornale di Sicilia.

PALERMO Prima le riforme, poi si deciderà. Gianpiero D’Alia, presidente nazionale dell’Udc, traccia il percorso e lavora ad un’alleanza ampia.

··· Crocetta si è rimesso alla volontà del parlamento, invitandolo a completare le riforme e poi decidere. È d’accordo con questa linea?

«La prossima settimana si riunirà l’ufficio politico dell’Udc, io non voglio anticipare valutazioni che spettano a tutti. Mi sembra comunque un’impostazione istituzionalmente corretta. Ci sono alcuni passaggi fondamentali che l’Ars deve consumare». Continua a leggere


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D’Alia: “Entro un mese riforma ex Province o rischio licenziamenti e perdita di fondi UE”

Schermata-08-2456516-alle-12.14.16-173x300L’intervista di Lillo Miceli a Gianpiero D’Alia pubblicata oggi su La Sicilia.

PALERMO. «L’Ars, il governo e la maggioranza che lo sostiene, non possono più perdere tempo: se entro un mese non viene approvato il disegno di legge sull’istituzione dei Liberi consorzi di Comuni e le Città metropolitane, per circa 4mila dipendenti delle ex Province il rischio di essere messi in mobilità diventerebbe una certezza». A lanciare l’allarme è il presidente nazionale dell’Udc, Gianpiero D’Alia, che da ex ministro della Funzione pubblica non nasconde le difficoltà che potrebbe incontare il processo di stabilizzazione dei precari degli enti locali. Continua a leggere


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La Gazzetta del Sud/ Intervista a Gianpiero D’Alia

Schermata 06-2457181 alle 08.56.23Pubblichiamo l’intervista di Sebastiano Caspanello a Gianpiero D’Alia pubblicata oggi su La Gazzetta del Sud

II “modello Firetto” di Agrigento da esportare, a palazzo d’Orléans e all’Ars. Il governo Crocetta, che ha bisogno di «un salto di qualità», nel segno della «concretezza». Perché il pericolo dell’antipolitica è ancora concreto e l’area dei moderati ha bisogno di un leader. Di una fetta importante, di quell’area, è senza dubbio il leader Gianpiero D’Alia. Il cui partito, l’Udc, si fa sempre presto a dare per morto, per poi però risorgere sempre, risultando spesso anche determinante.

On. D’Alia, qual è il “segreto” deU’Udc?

«Nessun segreto, noi interpretiamo quell’area moderata che in questo Paese e anche nella nostra Regione oggi non ha un’offerta politica in linea con l’orientamento della maggioranza degli elettori. I dati delle ultime competizioni, dalle politiche alle regionali alle europee, certificano che mentre a sinistra Renzi ha avviato un processo di modemizzazione, a destra c’è una crisi profonda perché l’unica offerta sembra essere quella del populismo di Salvini o di Cinquestelle, mentre invece c’è anche lì un’area moderata importante». Continua a leggere


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«Mattarella uomo giusto ma Renzi ha sbagliato»

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L’intervista di Riccardo Vescovo a Gianpiero D’Alia pubblicata oggi sul Giornale di Sicilia.

«Mattarella è la persona più adatta in questo momento a ricoprire l’incarico di presidente della Repubblica, ma il metodo seguito da Renzi è inappropriato e dimostra una grande superficialità»: lo afferma il deputato Gianpiero D’Alia, presidente nazionale dell’Udc. I partiti di centrodestra hanno contestato la scelta del premier Renzi di votare Mattarella perla presidenza della Repubblica. Malumori legati non tanto al nome ma al metodo utilizzato che in sostanza non avrebbe coinvolto tutte le forze politiche.

Come giudica strategicamente la scelta di Renzi di puntare tutto su Mattarella?

«Dal punto di vista istituzionale penso che Mattarella farà benissimo il presidente della Repubblica e sarà un presidente molto amato dagli italiani. Sono anche certo che saprà rappresentare una garanzia per tutte le forze politiche e non solo per chi pensa di tirarlo per la giacchetta. È evidente però che il metodo seguito da Renzi è inappropriato proprio perché si discute della scelta della più alta carica dello Stato e non della formazione di una maggioranza politica. Pur nel rispetto dei rapporti di forza, considerato che il Pd ha un consistente numero di grandi elettori, quando si avvia una fasedi difficile e complicata di transizione politica bisogna fare in modo che tutte le forze che stanno concorrendo al cambiamento del sistema siano coinvolte». Continua a leggere


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D’Alia a Forza Italia: «Serve un accordo elettorale per le riforme»

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L’intervista di Giacinto Pipitone a Gianpiero D’Alia pubblicata su il Giornale di Sicilia.

Propone alle forze del centrodestra un patto per approvare le riforme istituzionali in Sicilia e anticipa che Udc e Ncd stanno per dare vita a un nuovo partito insieme. Gianpiero D’ Alia, leader dell’ Udc, prova ad imprimere un’ accelerazione all’ agenda politica a due settimane della nascita del nuovo governo.

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