Gianpiero D'Alia

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Le Regioni speciali nel nuovo Senato

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Mi spiace spegnere i clamori de il Fatto Quotidiano ma nel nuovo Senato le Regioni a Statuto Speciale saranno rappresentate al pari delle altre con sindaci e consiglieri regionali.

Come é noto la riforma non si applica alle Regioni a Statuto Speciale per le principali modifiche al Titolo V parte seconda della Costituzione, contenute nel capo IV della riforma: risultano invece applicabili anche alle Regioni speciali le modifiche previste dalle disposizioni consequenziali e di coordinamento dell’ articolo 38 contenute nel capo VI della riforma. Tra queste c’é anche la modifica dell’ articolo 122, che sopprime l’incompatibilità tra le cariche di consigliere regionale e senatore, superando le previsioni degli Statuti speciali.

La conferma arriva indirettamente in un’ altra disposizione prevista dal comma 13 dell’ articolo 39, in base alla quale ‘resta ferma la disciplina vigente prevista dai medesimi statuti’ ‘ e dalle relative norme di attuazione ai fini di quanto previsto dall’ articolo 120 della Costituzione’: dove il testo di riforma ha voluto comunque mantenere ferma la disciplina degli Statuti speciali rispetto alle modifiche dell’ articolo 38 lo ha dunque previsto espressamente. 

Il presunto cortocircuito istituzionale con Regioni Speciali fuori dal Parlamento che qualcuno continua ad agitare non trova fondamento in una riforma che invece valorizza l’Autonomia speciale, determinando allo stesso tempole condizioni per ripensare gli Statuti rendendoli funzionali e adeguati ai cambiamenti in corso nel Paese.


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Indagine conoscitiva sulle problematiche concernenti l’attuazione degli statuti delle Regioni ad autonomia speciale

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Documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sulle problematiche concernenti l’attuazione degli statuti delle Regioni ad autonomia speciale, con particolare riferimento al ruolo delle Commissioni paritetiche previste dagli statuti medesimi.


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“La buona direzione”, il programma del meeting di Desenzano del Garda

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Care amiche e cari amici,

venerdì e sabato saremo impegnati in una due giorni organizzata dall’Udc Lombardia a Desenzano del Garda per riflettere sulla “buona direzione” che deve prendere il Paese ma anche l’area popolare. Ecco il programma della manifestazione con tutte le informazioni per raggiungerci a Desenzano.

Gianpiero

“La buona direzione” – il programma


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Quel che di lui non piace, e perché

Ho letto questo fondo di Giuliano Ferrara sul il Foglio di oggi. Come sempre molto lucido e interessante. 
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 Se la dovrebbero raccontare com’è, gli oppositori interni. Renzi non è comunista, e questo dà fastidio. Dà fastidio la presa del potere per via elettorale, che salta e liquida apparato e appartenenza in favore della rappresentanza. Non piacciono personalismo della leadership, ritmo di fatti e annunci, spoils system totale e a base prevalentemente generazionale, di piccolo gruppo, la famosa squadra. E’ vista con orrore la cultura politica e programmatica di riferimento: i corpi intermedi spogliati del privilegio corporativo, progetti di riformismo che scompongono inesorabilmente il blocco storico di riferimento del partito e della stessa sinistra. Non va bene l’ alleanza con Berlusconi, perché la si vede, è parte logica del maggioritario, non è nascosta sotto una coltre ideologica, non è bicameralista, tatticista, esposta alle varianti decise di volta in volta nello spirito manovriero. Irrita la qualità nervosa e attivistica della comunicazione in rete, per lo meno in quelle forme e con quei tempi.

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La riforma della Rai non è un tabù

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Affrontare il tema della riorganizzazione della Rai non può essere un tabù, cosi come non deve esserlo l’ applicazione delle norme di trasparenza che riguardano anche il servizio pubblico radiotelevisivo, come le altre aziende partecipate dallo Stato, e che fino a oggi sono state eluse.  Presupposto di una vera riforma che rafforzi l’ efficienza, la competitività e l’ indipendenza della Rai è l’applicazione delle regole sulla trasparenza pubblica previste dalla legge anticorruzione e ribadite dalla circolare della Funzione Pubblica 1/2014, che porta la mia firma, con la quale si dispone l’ obbligo di pubblicazione online dei bilanci e dei compensi di dirigenti e consulenti per tutte le partecipate dallo Stato. Sapere come vengono usati i soldi pubblici  rappresenta un risparmio economico in sé, perché velocizza l’ individuazione delle aree da riformare e scongiura il ripetersi di pratiche insostenibili agli occhi dei cittadini.

Gianpiero


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Moderati mai più divisi

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I popolari europei possono essere soddisfatti dei risultati maturati in queste elezioni, dalle quali escono rafforzati e in grado di porre un argine alla pericolosa affermazione in molte realtà dei movimenti populisti, col caso eclatante della Le Pen in Francia. L’Italia si pone come baluardo contro l’antieuropeismo anche grazie al contributo di partiti come l’Udc, che si è rivelata determinante per superare lo sbarramento e assicurare rappresentanza a migliaia di elettori che credono nei valori del popolarismo europeo.

Mai come stavolta i cittadini hanno parlato chiaro e indicato una rotta: quella del sostegno all’attività del governo Renzi, di cui l’Udc è parte integrante, ma soprattutto dell’europeismo contro le illusioni demagogiche di Grillo.

E’ un segnale che l’area moderata e popolare ha il dovere di cogliere, mettendo da parte divisioni, tatticismi e leadership calate dall’alto per allestire finalmente anche il suo campo, già in colpevole ritardo rispetto a quello avversario. Tanti moderati sfiduciati sono rimasti a casa o hanno scelto altri partiti: dobbiamo convincerli da subito con una proposta politica nuova e credibile.

Gianpiero


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#ritornoalfuturo, Gianpiero D’Alia scrive agli elettori

 

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Cara amica, caro amico,

domenica prossima voteremo per il Parlamento europeo, per eleggere i presidenti e i consigli regionali di Piemonte ed Abruzzo e rinnovare numerose amministrazioni comunali.

Abbiamo vissuto una delle peggiori campagne elettorali della nostra storia repubblicana: insulti, minacce, diffuso clima di sfiducia. Probabilmente molti di voi, nauseati dalla volgarità e dall’inconsistenza dei programmi saranno tentati di non andare a votare, altri, spesso legittimamente arrabbiati, troveranno allettante un voto di protesta a formazioni politiche antieuropee e populiste.

C’è chi sminuisce il valore politico di questo test elettorale, personalmente credo che il 25 maggio sia un passaggio fondamentale per la vita del nostro Paese. Si tratta di decidere oggi in quale Italia e in quale Europa vogliamo vivere nei prossimi anni, quale Italia e quale Europa consegniamo ai nostri figli o ai nostri nipoti.

Le donne e gli uomini dell’Udc sono impegnati in questa competizione elettorale sotto il simbolo Udc-Ncd per le europee e le regionali e in tanti comuni si presentano con il tradizionale simbolo dello scudocrociato, ma tutti hanno un comune obiettivo di fondo nel loro programma, che non è soltanto un obiettivo politico, sociale o economico. E’ una responsabilità morale che si chiama futuro. Vogliamo dare ai nostri giovani un’Europa, un’Italia dove si possa ancora sperare e sognare, dove si possa ancora dire ai nostri ragazzi andate e costruite il vostro futuro .

Il ritorno al futuro è la nostra risposta ad un passato che non passa e ad un presente deprimente. Abbiamo costruito una lista per le europee con gli amici del Nuovo Centrodestra guardando al futuro dell’Italia, dell’Europa e dei popolari nel nostro Paese. Ci stiamo impegnando con tutta la nostra forza e la nostra passione perché crediamo che una società è prospera, giusta e moderna solo se è capace di progettare e realizzare il proprio futuro.

Futuro non è una parola astratta. Il futuro è sempre in mezzo a noi, ci circonda, ci guarda, ci ascolta, sono i giovani, i nostri figli, a loro dobbiamo oggi risposte concrete fatte di idee, di ideali, di comportamenti concreti, di fatti. Non di parole, di slogan, di ideologie.

I nostri figli, i nostri giovani sono i veri mattoni viventi che costruiscono l’Europa sognata dai nostri padri, sono la nostra vera grande miniera, quella miniera di capitale umano vera unica risorsa per superare la crisi.

E’ a loro che dobbiamo pensare.

E’ ad essi che dobbiamo restituire il gusto dell’impegno, la voglia del rischio e, soprattutto, la speranza di vincere.

Non ti chiedo un banale voto per le nostre liste, ti chiedo un supplemento di fiducia e di speranza. Ti chiedo di ritornare, con coraggio, al futuro.

Un abbraccio

 

Gianpiero D’Alia

Presidente nazionale dell’UDC