Gianpiero D'Alia

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D’Alia: “Il sì al referendum servirà anche a rendere il paese più efficiente”

Schermata 2016-03-12 alle 10.16.31Il testo dell’intervista a Gianpiero D’Alia pubblicata oggi sul Giornale di Sicilia

Un ottimo motivo per votare sì al referendum costituzionale sta nella riforma del rapporto tra Stato ed enti locali, che potrà riportare l’efficienza in Italia correggendo le distorsioni degli ultimi anni». È una delle ragioni sottolineata con forza da Gianpiero D’Alia, presidente dell’Udc e della Commissione bicamerale per le questioni regionali, tra i promotori dell’iniziativa «Centristi per il sì» domani a Roma.

Domani vi trovate al Teatro Quirino a Roma per sostenere il sì al referendum costituzionale. Perché questa iniziativa pubblica?

«L’iniziativa non nasce da una inerziale lealtà al governo ma dal fatto che abbiamo sempre sostenuto la necessità delle riforme. Noi che veniamo del centrismo degasperiano abbiamo il dovere di animare la discussione pubblica su sostanza e forma democratica. Stiamo attraversando una crisi profonda simile a quella del dopoguerra, è giusto che se si vuole rigenerare la nostra democrazia si riparta dal dibattito con i cittadini. Cosa che grazie all’impegno di Pier Ferdinando Casini e di tutti noi faremo non solo a Roma ma poi anche a Catania, Napoli, Bologna e Milano.

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D’Alia: moderati da unire, le alleanze verranno dopo

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L’intervista di Giacinto Pipitone a Gianpiero D’Alia pubblicata oggi sul Giornale di Sicilia

«Siamo impegnati con gli amici di Ncd nella costruzione di un nuovo soggetto, Area Popolare, che contribuisca alla aggregazione dei moderati. Abbiamo anche un buon dialogo con il Pd e il suo segretario Fausto Raciti. Ma non c’è alcun dogma e tutto dipenderà dai risultati del governo politico che abbiamo da poco costituito alla Regione»: Gianpiero D’Alia, leader dell’Udc, stoppa il toto alleanze e si mostra molto cauto soprattutto sulla eventuale ricandidatura di Crocetta.

Negli ultimi giorni avete ricevuto da Forza Italia l’invito esplicito a lavorare per la ricostruzione del centrodestra. Cosa risponde a Silvio Berlusconi e Gianfranco Miccichè?
«Innanzitutto va premesso che il centrodestra non può essere il remake di quello che si presentò alle elezioni 20 anni fa. Quello era frutto di un contesto storico finito, a Roma come in Sicilia. Ma il problema non è solo questo. È la prospettiva che va cambiata».

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D’Alia: «Nella coalizione non c`è spazio per chi vuole poltrone e clientele»

d'alia smart bolognaL’intervista di Riccardo Vescovo a Gianpiero D’Alia pubblicata oggi su Il Giornale di Sicilia.

«E’ finito il tempo in cui prima venivano gli interessi di bottega di questo o quel singolo partitino. Vogliamo affrancare la Regione da chi pensa che si possa ancora alimentare spesa improduttiva e clientele. Questa maggioranza si basa sulle cose da fare e non sulle poltrone: chi non ci sta è fuori». Lo afferma il deputato nazionale Gianpiero D’Alia, presidente nazionale dell’Udc. Nei giorni scorsi il presidente della Regione, Rosario Crocetta aveva lanciato l’allarme sul rischio che parlamentari «impresentabili» potessero transitare in maggioranza e condizionarla.

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D’Alia: «Cambiare assessore non è sufficiente occorre inserire Ncd»

Schermata-08-2456516-alle-12.14.16-173x300Pubblichiamo l’intervista di Lillo Miceli a Gianpiero D’Alia per ill quotidiano La Sicilia. 

PALERMO. «Siamo ad uno snodo delicatissimo e complicatissimo da cui dipende il futuro del governo e della maggioranza». Ma per il presidente nazionale dell’Udc, Gianpiero D’Alia, la Regione può tirarsi fuori dal pantano, «se si riuscirà a creare una sinergia tra il Piano per il Mezzogiorno che il governo Renzi sta elaborando ed in cui la Sicilia dovrebbe avere un ruolo da protagonista; ad utilizzare i fondi della programmazione europea, 2014-2020, per attrarre investimenti; e a fare le necessarie riforme con la legge di stabilità».  Continua a leggere


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D’Alia: «Regionali, serve una vera riforma solo l’efficienza ci farà svoltare»

imagesPubblichiamo l’intervista di Riccardo Vescovo a Gianpiero D’Alia per il Giornale di Sicilia.

«A settembre prima della legge di stabilità bisognerà affrontare la riforma della pubblica amministrazione. I dipendenti vanno trasferiti dove è più utile alla Regione. Per sostenere il percorso delle riforme possiamo pensare anche a ritocchi in giunta e alla collaborazione attiva del Nuovo Centrodestra». Lo afferma Gianpiero D’Alia, presidente nazionale dell’Udc ed ex ministro della Pubblica amministrazione.

··· L’ennesimo atto di interpello che rischia di andare a vuoto ha riaperto la questione della burocrazia regionale ingessata. Qual è la sua posizione?

«Credo che il prossimo appuntamento di settembre su cui concentrare l’attenzione sia la riforma della pubblica amministrazione. Abbiamo una grande opportunità per portare avanti questa operazione di cambiamento del sistema ed è soprattutto l’approvazione in via definitiva della riforma Madia che riscrive sostanzialmente il rapporto di lavoro dei dirigenti e introduce norme che rendono più efficiente il procedimento amministrativo, consentendo inoltre una progressiva riduzione delle società partecipate. La semplificazione amministrativa passa anche dal trasferimento delle funzioni ai liberi consorzi». Continua a leggere


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D’Alia: adeguare stipendi del personale è indispensabile ma servono pure piani per la crescita

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Pubblichiamo l’intervista di Riccardo Vescovo a Gianpiero D’Alia pubblicata oggi sul Giornale di Sicilia.

“Approvare subito il taglio dei distacchi e dei permessi sindacali e le norme per adeguare pensioni e stipendi dei regionali agli statali. Sono proposte fortemente volute dall’Udc. Se non saranno prese in considerazione faremo le nostre valutazioni e ne trarremo le conseguenze”: così Gianpiero D’Alia, leader dell’Udc in Sicilia, commenta la finanziaria pronta ad arrivare all’Ars.

Quali sono le priorità di questa finanziaria?  “Il tema è quello di avviare un percorso stabile e duraturo di riforma economica e finanziaria. Voglio dire che non basta una sola legge di stabilità a risolvere il problema della crisi finanziaria della Regione. Serve un piano di rientro e di risanamento che deve essere di lungo periodo e deve riguardare sia la Regione sia la condizione dei Comuni siciliani che versano in uno stato di dissesto quasi strutturale. Quindi la legge servirà a iniziare un percorso e dovrà essere accompagnata da un piano del governo che indicherà nei prossimi cinque anni come si risanerà il bilancio e come sostenere la crescita e lo sviluppo. Pensare di risolvere tutto con questa finanziaria significa stuzzicare il populismo. Questa legge non sia uno specchietto per le allodole”. Continua a leggere


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D’Alia: su digitalizzazione si misurerà volontà di cambiamento

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L’intervista di Lillo Miceli a Gianpiero D’Alia pubblicata oggi su La Sicilia.

PALERMO. «Le cose dette da Crocetta mi sembrano di buon senso, a cominciare dall’impugnativa della legge di stabilità». Gianpiero D’ Alia (Udc), presidente della Commissione bicamerale per le questioni regionali, si riferisce all’ intervista rilasciata ieri da Crocetta al nostro giornale. «Con la legge di stabilità, che non ho votato – aggiunge D’ Alia – sono stati sottratti alla Sicilia i fondi Pac, invadendo la sfera dell’ Autonomia sancita dallo Statuto e dalla Costituzione. Peraltro, si tratta di risorse oggetto di una programmazione già definita e in parte assegnate alle Città metropolitane ed ai Comuni». Per D’ Alia, però, Crocetta avrebbe commesso un errore: «Firmare con il ministro dell’ Economia, Pier Carlo Padoan, il documento di rinuncia al contenzioso. La collaborazione è necessaria per la definizione dei rapporti tra Stato e Regione, ma la sede idonea non è il tavolo di Palazzo Chigi, che serve per rimuovere gli ostacoli che in questi anni non hanno consentito di attuare le previsioni statutarie; il luogo istituzionale è la commissione Paritetica Stato -Regione che non ha funzionato. Le Paritetiche delle altre Regioni a Statuto speciale, invece, sì». I rapporti sulle finanze e le competenze regionali, questo in sintesi il pensiero di D’Alia, non possono essere gestite sul piano politico, ma su quello istituzionale. Perché i governi cambiano, ma Stato e Regione rimangono. D’ Alia, nella qualità di presidente della Commissione bicamenrale per le questioni regionali, av vierà presto una serie di audizioni: «Sentiremo Crocetta, il presidente dell’ Ars Ardizzone, la commissione Paritetica, la Corte dei conti e il professore Antonio Vitale, esperto in materia, per fare il punto sulla situazione e stabilire un chiaro percorso che dovrà essere istituzionale. Se c’ è qualcosa da cambiare si cambi, ma non si può esaurire tutto tra Palazzo Chigi e Palazzo d’ Orleans. Penso che sul piano delle riforme statutarie l’ opposizione potrebbe dare un contributo». Anche sui problemi che gravano su Riscossione Sicilia, D’ Alia si ritrova d’ accordo con Crocetta: «Se ci sono lati oscuri bisogna intervenire. Sulle pentole e pentoloni scoperchiati, ha il mio sostegno. Però, un conto è la denuncia, un altro è innescare meccanismi virtuosi. Se, poi, accertate le responsabilità non si interviene perché c’ è qualcuno che lo impedisce, non avremo certo creato un sistema migliore. Vale per tutti l’ esempio delle partecipate che sono dei pozzi di S. Patrizio, con costi fuori controllo. Non potrò mai dimenticare che un assessore all’ Economia dicesse alla Corte dei conti di non avere dati certi, soprattutto sul personale, che non ha acquisito alcun diritto, non avendo superato un pubblico concorso». Per D’ Alia «è inconcepibile che non si possa digitalizzare la Regione perchè c’ è una partecipata che non lo consente. A fine marzo sarà obbligatoria la fatturazione digitale, strumento utile per la lotta all’evasione fiscale. È questo un tema su cui si misura la volontà di cambiamento. Crocetta può contare sulla competenza dell’ assessore Leotta. Con la digitalizzazione non ci sarebbe stato un caso Nicole e potrebbero essere evitati tanti casi di malasanità. E, comunque, l’ assessore Borsellino non si deve dimettere». «La mia preoccupazione – conclude – è che il Crocetta ter nato col nostro concorso, sia frenato da nuove liti tra Crocetta e il Pd; o da liti all’ interno del Pd».