D’Alia: moderati da unire, le alleanze verranno dopo

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L’intervista di Giacinto Pipitone a Gianpiero D’Alia pubblicata oggi sul Giornale di Sicilia

«Siamo impegnati con gli amici di Ncd nella costruzione di un nuovo soggetto, Area Popolare, che contribuisca alla aggregazione dei moderati. Abbiamo anche un buon dialogo con il Pd e il suo segretario Fausto Raciti. Ma non c’è alcun dogma e tutto dipenderà dai risultati del governo politico che abbiamo da poco costituito alla Regione»: Gianpiero D’Alia, leader dell’Udc, stoppa il toto alleanze e si mostra molto cauto soprattutto sulla eventuale ricandidatura di Crocetta.

Negli ultimi giorni avete ricevuto da Forza Italia l’invito esplicito a lavorare per la ricostruzione del centrodestra. Cosa risponde a Silvio Berlusconi e Gianfranco Miccichè?
«Innanzitutto va premesso che il centrodestra non può essere il remake di quello che si presentò alle elezioni 20 anni fa. Quello era frutto di un contesto storico finito, a Roma come in Sicilia. Ma il problema non è solo questo. È la prospettiva che va cambiata».

A cosa guardate?
«Dopo la spaccatura sulle candidature a Roma è evidente che il centrodestra che lo stesso Berlusconi aveva immaginato con Salvini e la Meloni si è frantumato. E per la verità era già finito anche nel 2012. Quindi sono apprezzabili le aperture di Berlusconi all’area moderata. Il punto è che tutto va misurato rispetto al fatto che sta cambiando il sistema politico per effetto della riforma costituzionale e della nuova legge elettorale. In autunno, se come ci auguriamo la riforma supererà il test del referendum, nulla sarà più come prima. Per questo occorre confrontarsi con Forza Italia e gli altri moderati. Con un quadro politico così fluido fanno ridere quanti in Sicilia ci chiedono da che parte state visto che non esiste più né il centrodestra né il centrosinistra e che tutto il sistema politico è stato asfaltato alle elezioni politiche del 2013. Mi pare perciò francamente inutile rispondere alle piccole polemiche di vecchi nostalgici e parvenu della politica regionale abituati solo a cercare un posto al sole continuando a mangiare a sbafo sulle spalle dei siciliani».
E come pensa si debba lavorare per ricostruire l’area moderata?
«Avremo un nuovo sistema politico e speriamo che favorisca l’alternanza democratica fra sinistra e area moderata. Se invece si vuole assecondare la destra, significa che si punta all’alternanza fra populismo e forze politiche istituzionali. Non è un caso che Salvini e la Meloni hanno già anticipato di voler sostenere i grillini in eventuali ballottaggi. In questo scenario politico è patetico che pezzi del vecchio centrodestra si muovano non comprendendo che il confronto riguarda il Paese e non gli assetti precedenti. Berlusconi sembrava aver scelto questa strada quando ha siglato il patto del Nazareno ma poi ha fatto marcia indietro. Mentre Casini e Alfano lo hanno capito senza mai cambiare idea».
Lei parla di nuovo assetto istituzionale. Ma prima o poi si dovrà votare. E come colloca la ricostituita area moderata, se ci sarà?
«Dopo l’autunno il sistema politico si dovrà riorganizzare. Il vecchio quadro politico verrà azzerato dalla nuova legge elettorale. Fare previsioni è impossibile. L’unica cosa certa è che si deve lavorare alla costituzione di un’area che si rifà al Partito popolare europeo. Per questo motivo noi e Ncd siamo impegnati siamo impegnati a superare le nostre formazioni di origine per creare Area Popolare. Forza Italia, a mio avviso, non può rischiare di restare isolata».
Questo è il quadro nazionale. Tuttavia in Sicilia si voterà con le vecchie regole e voi qui siete ormai da tre anni alleati del Pd. Il segretario Raciti invita voi e l’Ncd a formalizzare l’alleanza anche per il 2017. Siete pronti?
«In Sicilia già dal 2012 il vecchio centrosinistra è stato superato. Il Pd ha mollato la sinistra radicale e si è alleato con noi. In questo quadro sono condivisibili le parole di Raciti. Ma l’alleanza per il 2017 dipenderà dall’evoluzione dello stesso Pd e dai risultati che quest’anno raggiungerà il governo politico da qualche mese insediatosi».
Quando ritiene che si potrà fare un bilancio di questo governo?
«Direi entro un anno. Se il bilancio non sarà positivo, non c’è alcun dogma. Insieme a Ncd faremo le nostre valutazioni».
Cosa dovrà fare da qui a un anno il governo, secondo lei?
«Intanto a febbraio, per la prima volta dopo anni, è stato approvato un bilancio trasparente. Il prossimo passo è una riforma delle Province che permetta di decentrare e intercettare i finanziamenti nazionali. Poi bisogna ottenere il massimo possibile dal Patto per il Sud. E la cosa più importante sarà la programmazione dei fondi europei. Non può essere fatta nel chiuso di Palazzo d’Orleans. Vanno coinvolti i sindaci e bisogna fare in modo che porti davvero sviluppo».
Crocetta ha detto che vuole ricandidarsi. Se raggiungerà questi obiettivi, avrà il sostegno dell’Udc?
«È suo buon diritto ricandidarsi visto che va così bene nei sondaggi, io penso però che siamo un po’ in anticipo con i tempi e soprattutto che dovrebbe parlarne col Pd. Non so se lo ha fatto. Noi nel 2012 abbiamo fatto un patto col Pd che puntava a risanare un sistema regionale del tutto allo sbando. Tutto il resto lo valuteremo in futuro, al momento opportuno, insieme a Ncd».

 

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