D’Alia: «Nella coalizione non c`è spazio per chi vuole poltrone e clientele»

d'alia smart bolognaL’intervista di Riccardo Vescovo a Gianpiero D’Alia pubblicata oggi su Il Giornale di Sicilia.

«E’ finito il tempo in cui prima venivano gli interessi di bottega di questo o quel singolo partitino. Vogliamo affrancare la Regione da chi pensa che si possa ancora alimentare spesa improduttiva e clientele. Questa maggioranza si basa sulle cose da fare e non sulle poltrone: chi non ci sta è fuori». Lo afferma il deputato nazionale Gianpiero D’Alia, presidente nazionale dell’Udc. Nei giorni scorsi il presidente della Regione, Rosario Crocetta aveva lanciato l’allarme sul rischio che parlamentari «impresentabili» potessero transitare in maggioranza e condizionarla.

··· C’è il rischio che la credibilità della maggioranza sìa danneggiata da politici impresentabili, come dice Crocetta?

«Il ragionamento del presidente della Regione non posso che condividerlo essendo stato io stesso tra i primi a dire che una maggioranza politica che ha vinto le elezioni non può farsi paralizzare nel suo programma dalle migrazioni di parlamentari. Ho sempre sostenuto che per fare le riforme o si rafforza la maggioranza, ed è quello che stiamo facendo col Nuovo centrodestra basandoci sui contenuti più che sugli organigrammi, oppure l’alternativa è quella di allargare la coalizione tenendo il pallottoliere del deputati, un po’ quello che ha fatto Lombardo. Da questo punto di vista il fatto che il presidente della Regione e il segretario del Pd convergano sulla necessità di costruire una maggioranza sulle cose da fare piuttosto che sugli organigrammi, è assolutamente positivo. Poi ognuno può apostrofare la gente come vuole, io non sono interessato. Il lavoro che stiamo facendo assieme al Pd e ali ‘Ncd serve a cambiare il sistema politico siciliano che necessariamente dovrà subire un riassetto conseguente anche all’approvazione delle riforma costituzionale e a quella elettorale. Puntiamo a creare un sistema dove la naturale alternanza democratica avvenga sui programmi e non sugli accordi, più o meno leciti, di apparati politici ed econo mici che nella migliore tradizione del Gattopardo puntano a cambiare tutto per non cambiare niente».

··· Crede che con questo ragionamento la maggioranza abbia i numeri per governare?

«I numeri in questi due anni li abbiamo avuti. Ma una cosa è governare sui numeri, un’altra è governare occupandosi delle cose concrete per la gente. Chi vuole stare a queste condizioni ben venga, ma è finito il tempo in cui prima venivano gli interessi di bottega di questo o quel singolo partitino. Nessuno vuole disprezzare o rinunciare ai contributi che i gruppi parlamentari possono dare, ma non c’è dubbio che se il governo non opera in sinergia con quello nazionale e tramite i partiti che a Roma sostengono Renzi, è chiaro che non si va da nessuna parte ed è quello che è successo in Sicilia in questi anni. Questo non significa, ripeto, volere escludere altri gruppi, ma se non vi è una visione strategica non si fa il bene della Sicilia e si vive in un conflitto permanente».

• · · Però Pdr e Sicilia democratica, federati in Sicilia Futura, hanno chiesto esplicitamente di sapere se sono in maggioranza. E potrebbero presto entrare in conflitto.

«Nessuno mai ha posto preclusione o pregiudizi nei confronti di chi sostiene il governo Crocetta. Semplicemente oggi il tema è legato all’agenda parlamentare. Prima dobbiamo definire il calendario delle cose da fare, e mi riferisco alla legge di stabilità, alla riforma dell’amministrazione in sintonia alla riforma Madia, alla revisione dei servizi pubblici locali che significa acqua, rifiuti e ambiente, tutti temi che toccano da vicino la vita dei cittadini. Definita l’agenda, si farà insieme una valutazione su quale sia la strada giusta per realizzarla».

··· Dunque il rimpasto è rinviato nonostante il pressing di alcuni partiti che chiedono di nominare i propri deputati in giunta?

«Il rimpasto non sta in cima all’agenda di discussioni, non è un pensiero ossessivo, come leggo, per alcuni. Il punto centrale non è avere l’assessore, questo è un passaggio successivo che avverrà se si valuterà che sarà necessario fare cambio di passo. La novità della discussione è politica. Questa volta la maggioranza è dettata non dagli organigrammi ma dall’agenda e dal programma delle cose concrete da fare. Chi condividerà questo percorso sarà in maggioranza altrimenti si tirerà fuori. Se quando si discuterà di questo aspetto, si valuterà la necessità di un cambio, allora il rimpasto si farà. La discussione con Ncd, con cui è nato l’intergruppo parlamentare, è fondata appunto su questioni programmatiche che condividiamo. Parlo di legge finanziaria, della battaglia a Roma che riguarda la vicenda dei precari, della certezza finanziaria dei rapporti tra Stato e Regione, del patto di stabilità, della riforma dei servizi pubblici locali».

··· Riguardo al rapporto tra Stato e Regione, Crocetta sostiene che le impugnative delle leggi da parte del Consiglio dei ministri non sono di carattere politico. Qual è la sua idea?

«Ci scandalizziamo di queste impugnative perché non abbiamo mai avuto a che fare prima con questo meccanismo, ma è un fatto fisiologico e assolutamente normale. È cosi come dice Crocetta, basta studiare la Costituzione do ve per altro è uno tra i concetti più semplici. Prima il nostro interlocutore era il Commissario dello Stato e alcuni pensavano fosse un limite all’autonomia. Oggi scopriamo, come avevamo sempre sostenuto noi, che invece il commissario era un presidio dell’autonomia se esercitato in termini corretti. Ad ogni modo il rapporto tra Stato e Regioni, anche dal punto di vista dell’esercizio della funzione legislativa, si esercita con un contraddittorio, con l’impugnativa. La novità è che per la prima volta nel rapporto tra Stato e Regione sono stati fatti dei tavoli tecnici preventivi all’insegna della leale collaborazione nei quali si discute di appalti, Province ed è in corso un confronto».

··· Nell’agenda politica è tornato anche il ponte sullo Stretto. Qual è la vostra posizione?

«Io personalmente ho un’opinione molto negativa della gestione della vicenda del ponte negli ultimi vent’anni. È stata più che altro, come ha ricordato il segretario del Pd, Raciti, una macchina mangia-soldi piuttosto che occasione di sviluppo e crescita. Anzi, il ponte il più delle volte ha bloccato le risorse che potevano essere investite al Sud perché erano riservate a quel maxi progetto. Certo, l’opera in quanto tale serve alla Sicilia perché consente di realizzare l’alta velocità da Napoli e Palermo, collegando l’Isola al Mediterraneo e al resto d’Europa. Ma è chiaro che se abbiamo una frana al giorno e una regione che è vittima del dissesto, la prima cosa a cui pensare dovrebbe essere quella di realizzare interventi di messa in sicurezza del territorio».

··· Intanto a livello economico la Corte dei Conti e l’assessore Baccei hanno confermato l’allarme sul bilancio della Regione.

«Siamo in una fase eccezionale della gestione dei conti pubblici. La Corte dei Conti nell’ultimo giudizio di parificazione ha detto quali sono le criticità su cui bisogna intervenire. Per farlo è importante avere una maggioranza chiara che vada nella direzione tracciata dalla Corte dei Conti sulla riqualificazione della spesa. Non tutti i deputati di maggioranza hanno ben chiaro questo e pensano che la Regione possa essere ancora una mangiatoia da cui attingere per le proprie clientele. Il passaggio politico che stiamo portando avanti prevede proprio questo: vogliamo affrancare la Regione da chi pensa di sfruttarla per alimentare spesa improduttiva e clientele. La situazione è delicatissima ed è necessario tracciare un percorso di risanamento con un governo credibile».

··· Dello scontro in Conflndustria che idea si è fatto invece?

«La situazione che si è venuta a creare mi ha sorpreso tantissimo. Non ho una chiave di lettura sul perché stia succedendo questo. Sicuramente penso che questa vicenda crei scompiglio nell Opinione pubblica che ha sempre visto in Conflndustria un punto di riferimento nella lotta contro la criminalità. Non conosco i fatti interni all’organizzazione e penso sia necessario che al più presto Conflndustria faccia chiarezza per non lasciare ombre e dubbi sulle attività svolte».

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