«Mattarella uomo giusto ma Renzi ha sbagliato»

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L’intervista di Riccardo Vescovo a Gianpiero D’Alia pubblicata oggi sul Giornale di Sicilia.

«Mattarella è la persona più adatta in questo momento a ricoprire l’incarico di presidente della Repubblica, ma il metodo seguito da Renzi è inappropriato e dimostra una grande superficialità»: lo afferma il deputato Gianpiero D’Alia, presidente nazionale dell’Udc. I partiti di centrodestra hanno contestato la scelta del premier Renzi di votare Mattarella perla presidenza della Repubblica. Malumori legati non tanto al nome ma al metodo utilizzato che in sostanza non avrebbe coinvolto tutte le forze politiche.

Come giudica strategicamente la scelta di Renzi di puntare tutto su Mattarella?

«Dal punto di vista istituzionale penso che Mattarella farà benissimo il presidente della Repubblica e sarà un presidente molto amato dagli italiani. Sono anche certo che saprà rappresentare una garanzia per tutte le forze politiche e non solo per chi pensa di tirarlo per la giacchetta. È evidente però che il metodo seguito da Renzi è inappropriato proprio perché si discute della scelta della più alta carica dello Stato e non della formazione di una maggioranza politica. Pur nel rispetto dei rapporti di forza, considerato che il Pd ha un consistente numero di grandi elettori, quando si avvia una fasedi difficile e complicata di transizione politica bisogna fare in modo che tutte le forze che stanno concorrendo al cambiamento del sistema siano coinvolte».

Per Berlusconi si è rotto il Patto del Nazareno, ci saranno conseguenze per la maggioranza?

«Quello che penso è che il problema non è tanto il patto del Nazareno ma il fatto che ci troviamo di fronte a un sistema istituzionale ed elettorale che stiamo cambiando. Ripeto, siamo davanti a una nuova fase della politica italiana e questo avrebbe dovuto comportare un supplemento di responsabilità e dialogo tra chi è principale promotore del cambiamento, cioè del presidente del Consiglio. Perché lo sforzo del capo dello Stato sarà quello di rendere il sistema istituzionale e politico accessibile a tuttii cittadini a prescindere dallo schieramento per cui votano. Detto questo ribadisco che non c’è alcun dubbio che Mattarella sia una delle poche persone in grado di guidare con autonomia, autorevolezza e indipendenza questo processo di cambiamento».

Dunque delle ripercussioni sulla tenuta della maggioranza potrebbero esserci.

«È chiaro che l’approccio scelto da Renzi crea una serie di problemi soprattutto nel rapporto con chi sta portando avantile riforme, perché si presta a essere interpretato come una battuta d’arresto nel processo di cambiamento e collaborazione. È come voler affrontare questa nuova fase chiudendo fuori il cinquanta per cento degli italiani».

Qual è al momento la posizione del centrodestra?

«Avremo una riunione dei gruppi di area popolare per discuterne. È chiaro che nessuno di noi, a partire dal sottoscritto che apprezza e stima Mattarella da tantissimi anni, ha alcun dubbio che sia la persona adatta,lamigliore chein questo contesto possa svolgere questo ruolo. Ma è evidente che politicamente dobbiamo anche manifestare un dissenso profondo nei confronti dei nostro alleati di governo che nella conduzione della vicenda hanno mostrato una superficialità che non è giustificabile».

Crede che in Aula potranno spuntare molti franchi tiratori?

«Al momento non è possibile fare previsioni, può succedere di tutto ed è presto per esprimere un giudizio. Posso dire con certezza cheMattarella come presidente della Repubblica sarà una persona che farà bene e non si tratta di una personalità iscritta d’ufficio in nessuna area politica».

Quali sono le sfide più importanti che dovrà affrontare il nuovo capo dello Stato?

«Il prossimo presidente della Repubblica sarà chiamato a guidare il cambio del sistema politico eistituzionale. Come ho già detto ci troviamo di fronte a un sistema istituzionale ed elettorale che stiamo cambiando. Per cui siamo davanti a una nuova fase della politica italiana, una fase di profonda trasformazione. Ritengo quindi che per storia, esperienza, autorevolezza e cultura, Mattarella abbia tutti i numeri per poter gestire al meglio questa fase di transizione».

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