Gianpiero D'Alia

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D’Alia a Forza Italia: «Serve un accordo elettorale per le riforme»

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L’intervista di Giacinto Pipitone a Gianpiero D’Alia pubblicata su il Giornale di Sicilia.

Propone alle forze del centrodestra un patto per approvare le riforme istituzionali in Sicilia e anticipa che Udc e Ncd stanno per dare vita a un nuovo partito insieme. Gianpiero D’ Alia, leader dell’ Udc, prova ad imprimere un’ accelerazione all’ agenda politica a due settimane della nascita del nuovo governo.

Da cosa dovrebbe iniziare l’ attività del Crocetta ter?
«Col nuovo governo è stata chiusa una fase e se ne apre un’ altra. C’ è una coesione reale nel Pd e una unità d’ intenti fra noi e il Pd. Si può dire che unità dei partiti su una giunta politica. Ora serve un vertice di maggioranza per scrivere insieme l’ agenda».

E lei cosa suggerisce?
«La priorità va data al risanamento economico, all’ utilizzo proficuo dei fondi europei, alla riforma delle Province e della burocrazia regionale. E poi a leggi di settore, come quella che riguarda la formazione professionale. Ma non ci si può fermare a questo, bisogna anche avviare le riforme istituzionali».

Cosa suggerisce per le riforme istituzionali?
«Intanto è necessario stabilire un metodo. Bisogna aprire un tavolo di confronto con tutte le forze di opposizione, a cominciare da quelle del centrodestra, per discutere della riforma dello Statuto e della nuova legge elettorale. In questo senso il presidente dell’ Ars, Giovanni Ardizzone, ha opportunamente annunciato l’ insediamento di una commissione speciale per la revisione dello Statuto. Per troppo tempo lo Statuto è stato visto come una fonte di privilegi, deve invece tornare a essere uno strumento che assicuri la crescita della Sicilia e va armonizzato con le riforme che sono in corso di approvazione a livello nazionale».

Lei pensa che l’ opposizione raccoglierà la sfida?
«Noi proponiamo un dialogo alla lu ce del sole, come a Roma è stato fatto con il patto del Nazareno. Partiamo da Forza Italia e Nuovo centro destra».
Qualche settimana fa Cracolici aveva scritto una riforma elettorale che parte dall’ abolizione del listino e redistribuisce il premio di maggioranza a livello provinciale. Lei che tipo di riforma elettorale immagina?

«Questo lo vedremo tutti insieme. Quella di Cracolici può essere una buona base di partenza. L’ obiettivo deve essere assicurare governa bilità e un sistema elettorale adeguato alla riduzione dei parlamentari (nel 2017 ne verranno eletti 70 invece che 90, ndr). Va migliorato il rapporto fra Ars e governo perchè fino a oggi c’ è stato un “eccesso” di amministrazione che ha provocato un aumento della spesa pubblica. La Regione deve mantenere compiti di programmazione e delegare a Comuni, città metropolitane e liberi consorzi le varie competenze. Bisogna riscrivere gli assetti dei poteri».

Come proseguirà il dialogo avviato con il Nuovo centrodestra di Angelino Alfano alle Europee?

«Non ci sarà una fusione fra i due partiti. L’ idea che sta maturando è quella di far nascere un soggetto del tutto nuovo sciogliendo i vecchi. Sarà un partito aperto a tutti i moderati che non si riconoscono nel Pd di Renzi e che alle prossime elezioni non si rassegnano a dover scegliere fra Renzi e Grillo o fra Renzi e Salvini. I tempi per questo nuovo partito saranno brevissimi».
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