Gianpiero D'Alia

il blog ufficiale

Europee, Sicilia e Messina: l’Udc scopre le carte

Lascia un commento

2013-09-13-Visita-Ministro-dAlia-Confindustria-Arezzo-Rondine-28-620x412

L’intervista a Gianpiero D’Alia pubblicata oggi su “La Gazzetta del Sud”

Europa, Sicilia, Messina. E una data: 25 maggio. Gianpiero D’Alia, 48 anni, leader dell’Udc tout court, ultimo ministro messinese della Repubblica, ma soprattutto uno dei pochi “animali politici” rimasti in circolazione, si spende su più fronti sapendo che tra poco più di un mese ci sarà un voto che aprirà nuove stagioni politiche.

La lista alle Europee con Ncd è una necessità dettata dai sondaggi oppure una scelta strategica?

«Non è un cartello elettorale, ma la presa d’atto che il sistema bipolare, contro cui l’Udc si è sempre battuta, è finito. L’hanno certificato le ultime elezioni politiche. A questo punto, nel momento in cui si ricompone il quadro politico, abbiamo fatto una scelta: quella di unire i moderati. L’alleanza con Ncd va in questa direzione».

Quindi il berlusconismo è finito?

«Dal 2011. L’hanno tenuto in vita le inchieste giudiziarie sul Cavaliere».

Prospettive?

«Enormi. Il bacino elettorale dei moderati ha un elettorato vastissimo. Bisogna organizzarlo, così come Renzi sta facendo con la sinistra italiana».

Moderato in Europa si traduce in Merkel. Non è mil massimo della popolarità.

«La colpa di come vanno le cose non è della Merkel ma delle isti tuzioni europee. Che bisogna riformare».

La Regione siciliana è passata da tempo a peggior vita. E il bipolarismo non c’entra.

«Lì la colpa è della transumanza che si verifica all’interno dell’Assemblea. Dove transumanza significa impedire ogni riforma e continuare con il clientelismo».

Voi siete immuni?

«Noi abbiamo fatto scelte coraggiose e trasparenti. Ci siamo alleati con un uomo di sinistra come Crocetta che ha avuto il coraggio di rompere gli schemi tradizionali di quell’area. L’abbiamo sostenuto anche alimentando un dibattito interno lacerante, come quello che si sta svolgendo in questi giorni, dentro il nostro partito e che non si può ridurre a una questione di posti in giunta o di indicare quello o quell’altro nome come assessore. Non nascondendoci, però, che dopo un anno il bilancio è negativo».

Lo abbandonate a se stesso?

«Dopo un anno? No. Gli chiediamo di fare però uno sforzo».

Fiducia a tempo?

«Un anno, se governa. Con un invito.

Quale?

«Allargare i confini della maggioranza».

Larghe intese alla siciliana?

«Larghe intese, semplicemente. Solo così si possono fare le riforme e rendere innocua la transumanza».

Una delle poche riforme che sono state varate porta il nome di città metropolitane che a Messina si traduce in Area dello Stretto. Un bel contenitore, però vuoto.

« L’Area dello Stretto è stata fortemente voluta dall’Udc. Siamo convinti che ha un gran- de potenziale per attrarre inve- stimenti pubblici e privati. Ha un’offerta turistica d’assoluto valore e può offrire servizi di grande qualità. A questo punto chi ha incarichi istituzionali deve riempire quel contenitore».

Accorinti, ad esempio.

«Io ho sostenuto e sostengo il sindaco di Messina che guida una giunta civica. Ma con proondo rammarico devo dire che questa leadership non viene svolta dalla sua Amministrazione, con il rischio che Taormina vada da una parte, le Eolie da un’altra e Messina si ritrovi a fare i conti con un’altra occasione storica sprecata».

Tradotto significa che Accorinti si deve dare una mossa?

«Al più presto. La sua azione non può limitarsi solo alla battaglia per il mantenimento dell’Autorità portuale. Apra un tavolo istituzionale con tutte le Amministrazioni che fanno parte dell’Area metropolitana per comprendere come concretizzare questa prospettiva di sviluppo. Tocca a Messina, al suo sindaco prendere l’iniziativa».

E se prende tempo, se non agisce? 

«Sarà un disastro. Vogliamo davvero che le norme regionali per l’attuazione dell’area metropolitana non vedano la luce?».

Un consiglio al sindaco di Messina?

«Il misticismo va bene ma non basta se non si ha credibilità a Roma e a Palermo, come a Strasburgo. Sta passando l’ultimo treno: saltiamoci su».

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...